Viterbo – Quel mercoledì universitario per un 22enne di Viterbo si è trasformato in un calvario. Ballava in discoteca con un amico quando un gruppo di coetanei ha iniziato a urlargli contro. “Frocio, sei un frocio”. Nasce una discussione, animata, che solo l’intervento dei buttafuori riesce a placare. Ma le offese continuano, finché uno del gruppo non carica un cazzotto e lo colpisce al volto. Tra le dita nasconde anche una chiave: al 22enne viene tagliato l’occhio, e la ferita prosegue fino allo zigomo.
“Mio figlio – dice la mamma con la voce rotta dalla disperazione – rischia danni alla vista. Ricoverato nel reparto maxillo facciale dell’ospedale di Belcolle è stato operato d’urgenza all’occhio giovedì mattina, subito dopo l’aggressione avvenuta nella notte in un locale di Viterbo. Il referto parla di una prognosi di trenta giorni, ma l’oculista ha disposto un secondo intervento. Questa volta a Roma, in un centro specializzato. Mio figlio ha subito il distacco della retina e ora rischia di perdere l’occhio”.
Oggi il trasferimento del 22enne nella Capitale. Sono stati gli stessi amici con cui era andato in discoteca, invece, a portarlo al pronto soccorso viterbese subito dopo l’aggressione nella notte tra mercoledì e giovedì. “Preso il pugno in faccia, mio figlio è piombato a terra e ha iniziato a perdere molto sangue. Anche dal naso, così i compagni l’hanno caricato in macchina e sono corsi in ospedale”. Poche ore dopo, al Belcolle, arrivano anche i poliziotti per raccogliere la testimonianza del ragazzo. “Era però in sala operatoria – racconta la mamma – e non ancora nelle condizioni di poter raccontare l’accaduto”. Ieri sono invece partite le denunce. “Verso quattro 20enni di un paese della provincia”.
Il perché dell’aggressione? “Mio figlio stava ballando con un amico quando il gruppo ha iniziato a urlargli contro ‘Frocio; sei un frocio’. Hanno iniziato a discutere animatamente e solo l’intervento dei buttafuori è riuscito a placarli. Ma le offese e le istigazioni da parte del gruppo sono continuate, fino a che mio figlio non si è avvicinato al bancone per bere un drink. E’ stato raggiunto alle spalle dai quattro e uno gli ha tirato un cazzotto in faccia. Non a mani nude, però. Tra le dita aveva anche nascosto una chiave: a mio figlio è stato così tagliato l’occhio, e la ferita è proseguita fino allo zigomo”.
Tre giorni dopo l’aggressione al 22enne, un altro episodio di violenza è stato registrato all’esterno della stessa discoteca. Nella notte tra sabato e domenica, un 27enne è stato prima accerchiato e poi preso a cazzotti in faccia da un gruppo di almeno otto persone che, stando al racconto dei testimoni, sarebbero tutti 20enni e appartenenti ad ambienti di estrema destra.
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