Viterbo – Ne avrà per 20 giorni il 24enne preso a pugni fuori una discoteca nella notte tra sabato e domenica scorsi. “Naso rotto e trauma cranico” le lesioni riportate, stando agli avvocati che rappresentano il giovane, pronto a denunciare chi lo ha aggredito.
Chi ha assistito alla notte di violenza parla di “massacro”. “L’hanno prima accerchiato e poi colpito con almeno venti pugni in faccia – ha raccontato un testimone a Tusciaweb -. Erano in otto, ma forse anche di più. La vittima ha provato a reagire, ma per ogni movimento che faceva veniva raggiunto da quattro, cinque cazzotti sul volto. Fino a non capirci più nulla. Gli hanno ridotto il viso a una maschera di sangue. Aveva la faccia tumefatta, con il sangue che gli colava sulle mani e sulla camicia. L’avevano massacrato”.
Il 24enne, di origini australiane ma residente in un paese della provincia, viene caricato su un’ambulanza e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove resta ricoverato per l’intera notte. “Ha il naso rotto e un trauma cranico – spiegano ora i suoi avvocati -. Ne avrà almeno per 20 giorni”.
Ancora da chiarire il perché dell’aggressione. Ma i poliziotti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, immediatamente intervenuti, hanno rintracciato il presunto picchiatore e inviato un’informativa di reato in procura.
Tre giorni prima di quest’aggressione, un altro episodio di violenza è stato registrato all’interno della stessa discoteca. Nella notte tra il 29 e 30 marzo un 22enne è stato prima insultato (“Frocio, sei un frocio”) e poi colpito all’occhio con una chiave. La teneva nascosta tra le dita della mano uno del ‘branco’, mentre sferrava il cazzotto. La vittima è stata operata d’urgenza e ora potrebbe essere sottoposta a un secondo intervento: ha subito il distacco della retina e rischia la vista. Trasferito in un centro specializzato a Roma, è in prognosi riservata.
Lunedì scorso il 22enne “ha denunciato quattro persone, tutte 20enni di un paese della provincia”, come spiegato dalla madre a Tusciaweb. Ora sta indagando la squadra mobile della questura di Viterbo, che sta cercando di risalire a chi ha tirato il pugno con la chiave nascosta tra le dita.
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