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Tribunale - Settantanovenne a processo per violenza sessuale su una bambina che dopo cinque anni ha tentato di togliersi la vita

“Se parli, ti faccio a pezzettini”, ragazzina minacciata tenta il suicidio

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – Al via il processo al presunto pedofilo ottantenne tradito dal tentato suicidio di una 15enne. L’adolescente, secondo l’accusa, sarebbe stata vittima dei suoi abusi quando aveva 10 anni.

Con la bambina, l’anziano, avrebbe avuto contatti orali e in un’occasione avrebbe tentato di andare oltre.

Per spaventarla avrebbe minacciato la bambina: “Se lo dici a qualcuno, prima di picchio e poi ti faccio a pezzettini”. E lei ha taciuto con tutti per cinque anni. 

L’anziano, un viterbese, ex dipendente di un’azienda di trasporti, aveva una settantina d’anni all’epoca dei presunti fatti, avvenuti tra il settembre 2008 e il febbraio 2009. Ora ne ha 79.

Il processo, al via ieri davanti al collegio, è stato rinviato a causa dell’astensione dei penalisti contro la riforma della giustizia. Perché la giustizia inizi il suo corso bisognerà aspettare febbraio 2018. E nel frattempo saranno trascorsi dieci anni.

La vittima era una bambina di 10 anni quando l’anziano le avrebbe messo le mani addosso. Era la figlia di una badante romena che, per problemi di lavoro, l’aveva affidata per un periodo a una connazionale, convivente del pensionato.

La piccola ha riferito degli abusi solo cinque anni più tardi, nel 2013, quando, ormai adolescente, tentò di togliersi la vita, in seguito a una telefonata del suo presunto aguzzino, mentre si trovava in Romania. L’uomo le avrebbe preannunciato che si sarebbero rivisti a Natale e che avrebbero potuto rifare “quelle cose”.

La minore allora avrebbe tentato il suicidio, terrorizzata all’idea di rivivere le violenze, taciute per paura di non essere creduta e per vergogna.

Tratta in salvo, avrebbe finalmente trovato il coraggio di confidarsi con la madre, spiegandole come dietro quel gesto ci fosse il terrore di dover rivivere il calvario vissuto da bambina a casa di quell’uomo che si spacciava per amico di famiglia e che invece sarebbe stato un orco.

Il caso fu preso a cuore dal personale del nucleo anti-abusi della questura e subito segnalato ai servizi sociali del comune. L’adolescente fu affidata a una casa-famiglia e fu nominato suo tutore il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini. Non è escluso che Michelini, inserito nella lista dei testimoni, possa essere sentito in aula. 

 Il settantanovenne, assistito dall’avvocato Giuliano Migliorati, è stato rinviato a giudizio l’anno scorso per violenza sessuale aggravata dal gup Stefano Pepe, su richiesta del pm Stefano D’Arma. Parte civile con l’avvocato Virna Faccenda la presunta vittima, diventata nel frattempo maggiorenne. 


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3 maggio, 2017

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