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Commenti razzisti sul ragazzo morto al lago - L'intervento di Giacomo Barelli, portavoce del movimento civico Viva Viterbo

“Un razzismo disumano che va combattuto su tutti i fronti”

Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Morientes Diomande

Morientes Diomande

Viterbo – Non mi interessa il giusto aspetto giudiziario ne quello giornalistico. Ciò che mi sconvolge degli insulti razzisti contro Morientes Diomande, il ragazzo morto affogato nelle acque del lago di Bolsena, è il clima che ormai da tempo ha pervaso la nostra società. E facebook altro non è che lo specchio alimentato da una certa politica che cerca legittimazione e consenso dietro le tragedie, cavalcando le paure dei cittadini.

Diceva Sciascia “la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”, ed è proprio così che alcuni interpretano la loro legittimazione politica. Diffondere paura, razzismo e odio verso l’altro mascherandolo con la bandiera della sicurezza e facendo leva sulle paure dei cittadini risvegliando in loro gli istinti bestiali primordiali e violenti come nel caso delle parole blasfeme pronunciate nei confronti della tragedia di un giovane annegato.

Un dio, patria e famiglia che si declina volgarmente in salsa padana e in forme di intolleranza religiosa, razzismo e omofobia. Insomma una controcultura dell’istinto che mira ai più bassi e reconditi abissi dell’animo umano e a fondare un potere politico sulla paura e sull’odio. Fino al punto di aprire e ispirare comportamenti bestiali come quelli descritti.

Ho paura di questo, non per me, ma per mia figlia e tutti i nostri figli ai quali dobbiamo insegnare, come diceva Einstein, che “esiste una sola razza, quella del genere umano” e che ogni cosa che non lo è, è “disumana”. Il razzismo va combattuto perché è disumano e va combattuto su tutti i piani, culturale e sociale, e se necessario anche attraverso la legge se necessario. Io l’ho sempre fatto, e l’ho fatto per mia figlia.

Giacomo Barelli
Portavoce lista civica Viva Viterbo

13 agosto, 2017

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