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Tribunale - L'accusa aveva chiesto due mesi ciascuno per i tre uomini e la donna identificati dalla Digos

Commenti razzisti su Facebook, assolti i quattro imputati per xenofobia

di Silvana Cortignani
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Morientes Diomande

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Facebook – I commenti a chi esultava per la morte di Morientes Diomande

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Viterbo – Commenti razzisti sulla pagina Facebook di Tusciaweb dopo la morte di Diomande Morientes, tutti assolti. La procura aveva chiesto la condanna a due mesi di reclusione per tutti e quattro gli imputati. Si è chiuso così, ieri, davanti al giudice Silvia Mattei, il processo ai quattro indagati a piede libero per xenofobia, tre uomini e una donna, identificati nell’agosto 2017 dalla Digos. 

Morientes, la vittima dei commenti, è il ventenne ivoriano ospite di un centro d’accoglienza annegato il 3 agosto di tre anni fa nel lago di Bolsena, inghiottito dalle acque sotto gli occhi del fratellino, con cui aveva superato il canale di Sicilia. Era un richiedente asilo, venuto in Italia dalla Costa d’Avorio, dopo avere percorso il deserto e attraversato su un gommone il mar Mediterraneo. 

Gli accertamenti sono partiti da un post di commento alla notizia, “dalla chiara lettura discriminatoria” secondo l’accusa, lasciato sulla pagina di Tusciaweb. “Uno di meno” scriveva l’autore, riferendosi al giovane annegato.  “Che figata, facciamo una colonia e portiamoli tutti al lago”, scrisse un altro. “A casa sua era ancora vivo”, un altro ancora.

I difensori Edoardo Manni, Remigio Sicilia, Luca Paoletti, Matteo Moriggi e Alfred Perugi hanno sottolineato durante le rispettive discussioni, tra le altre cose, come le “infelicissime frasi” non siano attribuibili con certezza ai propri assistiti che nemmeno si conoscono tra loro. Hanno spiegato come, secondo la normativa in vigore in Italia, non basti dire “un parassita di meno” per parlare di propaganda e istigazione al razzismo. E infine anche come i sempre “infelicissimi commenti” risultino isolati, privi di fraudolenza e insistenza, evidentemente frutto di “persone semplici”.

Le difese avevano già chiesto al giudice di chiudere il processo con un non luogo a procedere ex articolo 129 alla prima udienza, il 12 aprile 2019, sostenendo la scarsa rilevanza, nell’ambito delle ipotesi di reato previste dalla Legge Mancini, dei commenti xenofobi apparsi sulla pagina Facebook di Tusciaweb. 

 Silvana Cortignani


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8 ottobre, 2020

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