Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Esultanza per la morte di Morientes Diomande - Le parole pesano e la Digos non poteva non intervenire

Certi commenti razzisti sono una bestemmia civile…

di Filippo Rossi
 

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Morientes Diomande

Morientes Diomande

Viterbo – I commenti razzisti nei confronti del ragazzo morto annegato nel lago di Bolsena il 31 luglio fanno semplicemente rabbrividire. Vanno oltre la bestemmia e, come tali devono essere considerate, una bestemmia civile.

Dire quello che è stato detto contro il ragazzo richiedente asilo politico, Morientes Diomande, va a colpire valori inviolabili e intoccabili. L’antirazzismo è uno di questi valori. Rallegrarsi per la morte di un ragazzo senza alcun motivo se non il colore della sua pelle è da razzisti. Ed è un comportamento che va perseguito e che non deve avere nulla a che vedere con la politica.

Questo tipo di atteggiamento deve essere lasciato fuori dal dibattito politico. Le parole pesano e la Digos aveva tutto il dovere di intervenire. Così come ha il dovere di intervenire l’intero arco politico per dire forte e chiaro che chi dice certe cose non ha nemmeno il diritto di essere definito cittadino.

Perché democrazia significa innanzitutto accettazione di valori condivisi. E se anche la maggioranza delle persone pensasse quelle cose che sono state dette contro Morientes, allora questa maggioranza di persone si pone al di fuori dei valori democratici e non può avere il diritto di esprimere rappresentanti che possano governare in suo nome. E il mio è un discorso di destra.

Una volta il razzismo era contro i meridionali. Ma in 50 anni nessun partito ha fatto di quella forma di razzismo la sua bandiera. E questo perché sono atteggiamenti che non hanno nulla a che vedere con la politica e con la democrazia.

Resto comunque un inguaribile ottimista e penso che la maggior parte delle persone non pensa quello che è stato scritto su Facebook in questi giorni. Il problema vero è che con i social network tutti possono diventare opinion leader e anche quello che dice il tizio più anonimo rischia di diventare un’opinione e raccogliere attorno a essa consensi e solidarietà.

Filippo Rossi
consigliere comunale Viva Viterbo

10 agosto, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564