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Suicidi a Civita Castellana - Lo psichiatra Paolo Crepet, dopo le dichiarazioni del sindaco Gianluca Angelelli, fa anche altre ipotesi di intervento

“Io una rete la metterei a ponte Clementino…”

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Paolo Crepet

Paolo Crepet

Civita Castellana - Ponte Clementino - I soccorsi sul posto

Civita Castellana – Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Civita Castellana - Ponte Clementino - I soccorsi sul posto

Civita Castellana – Ponte Clementino – I soccorsi sul posto

Civita Castellana - Ponte Clementino

Civita Castellana – Ponte Clementino

Civita Castellana – “Niente reti sotto il ponte perché la gente si suicida altrove? Mi pare una risposta un po’ sbrigativa…”. Di “ponti dei suicidi” ne esistono tanti, osserva Paolo Crepet. Ma al posto del sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, che ritiene che le reti su ponte Clementino non sarebbero risolutive, lo psichiatra qualcosa farebbe. 

Anche perché il problema di certi simboli tristi diventa l’emulazione. In quattro giorni ponte Clementino ha registrato un suicidio e un tentato suicidio: ieri pomeriggio, un ventunenne è stato salvato in extremis mentre era già seduto sul parapetto, pronto a saltare. Due giorni prima di Ferragosto, una donna di 47 anni ha abbandonato le scarpe accanto al ponte, si è fatta il segno della croce e si è lanciata.

Non è la prima volta che, su quel ponte, avvengono suicidi consumati o tentati a distanza ravvicinata. Nel 2013, a ventiquattr’ore dalla morte di Gennaro De Luca, operaio ceramista che fece un volo di sessanta metri da ponte Clementino, un sessantenne cercò di gettarsi nel vuoto nello stesso punto. Lo salvarono i passanti, ancora sconvolti per la morte dell’operaio. 

“Intendiamoci: in parte condivido il punto di vista del sindaco – continua Crepet -. È ovvio che una rete sotto un ponte non azzererebbe tutti i suicidi, ma perché non metterla. A me farebbe un po’ specie sapere che nella mia città c’è un posto dove la gente va ad ammazzarsi e io, sindaco, non faccio niente per evitarlo. Credo rientri nel ruolo di un sindaco preoccuparsi dell’incolumità dei suoi cittadini e non solo mettere gli autovelox…”. 

Crepet pensa a molti altri ponti protetti da reti: “Ce n’è uno famoso a Napoli, un altro ad Ariccia. Molti di questi luoghi diventati tristemente noti sono stati muniti di protezioni. Si potrebbe fare un concorso di idee. Anche le telecamere potrebbero funzionare da deterrente, perché il suicida, in genere, non vuole farsi riconoscere. Poi magari la Soprintendenza non vuole, ma io un tentativo lo farei”. 


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18 agosto, 2017

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