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Viterbo - Finisce in manette due volte in una settimana il trentenne viterbese trovato con mezzo chilo di hashish e marijuana in casa

Agli arresti domiciliari con una pistola pronta a sparare…

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Viterbo - Ai domiciliari con la pistola - L'arma sequestrata dalla polizia

Viterbo – Ai domiciliari con la pistola – L’arma sequestrata dalla polizia

Viterbo - Ai domiciliari con hashish, marijuana ed eroina - La droga sequestrata dalla polizia

Viterbo – Ai domiciliari con hashish, marijuana ed eroina – La droga sequestrata dalla polizia

L'avvocato Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia

Viterbo – (sil.co) – Ai domiciliari da una settimana perché trovato in possesso di mezzo chilo di droga, si fa beccare in casa con 76 grammi di hashish e una pistola semiautomatica Beretta carica, pronta a sparare.

L’hanno trovata i poliziotti della questura che erano passati per controllare che fosse ai domiciliari. E l’uomo, un trentenne viterbese pluripregiudicato, è passato dai domiciliari a Mammagialla. Per l’hashish e anche per la detenzione abusiva della pistola, calibro 9 corto. Con la matricola abrasa e il colpo in canna.

L’avrebbe tenuta in casa per paura. Perché si sentirebbe in pericolo, dice. Fatto sta che l’arma sarebbe stata munita di un caricatore pieno di colpi. 

Protagonista lo stesso trentenne finito in manette il 18 settembre quando la polizia, in seguito a una soffiata, lo ha sottoposto a perquisizione domiciliare sequestrando mezzo chilo tra hashish e marijuana. Il giudice Giacomo Autizi, convalidando l’arresto, su richiesta del difensore Remigio Sicilia, gli aveva concesso i domiciliari, rinviando il processo per direttissima al 16 novembre.

Nel giro di una settimana, però, il giovane si è fatto beccare di nuovo con la droga, l’altro ieri, proprio durante un controllo di routine della polizia per verificare che l’arrestato fosse in casa, come imposto dalla misura di custodia cautelare.

A tradirlo il consumo di stupefacenti, il cui odore inconfondibile non è sfuggito agli agenti. Scattata la perquisizione, i poliziotti hanno così trovato 76 grammi di hashish, giustificati con l’uso personale, e l’arma illegalmente detenuta.

Una pistola col caricatore pieno di colpi e pronta a sparare all’occorrenza, con la matricola abrasa, della quale il trentenne non avrebbe saputo giustificare il possesso, finendo nuovamente in manette. Per l’hashish e per l’arma illegalmente detenuta.

Comparso ieri davanti al giudice Silvia Mattei, che ha convalidato l’arresto in carcere, come chiesto dalla pm Paola Conti, avrebbe spiegato di avere timore per la propria incolumità e che la pistola, della quale non saprebbe la provenienza, gliela avrebbe fatta avere un pusher. Dovrà tornare in tribunale il 10 novembre per essere processato per direttissima. Difensore sempre l’avvocato Remigio Sicilia.

Sarà compito della polizia scientifica, nel frattempo, verificare se la pistola clandestina sia stata utilizzata per altri reati e recuperare i numeri di matricola abrasi, mentre gli investigatori della squadra mobile sono già al lavoro per ricostruire la provenienza dell’arma e soprattutto per scoprire a cosa questa pistola sarebbe dovuta servire.


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28 settembre, 2017

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