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Tribunale - Due anni e otto mesi al trentenne viterbese arrestato due volte in una settimana a settembre

Ai domiciliari per droga armato di pistola, condannato

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Viterbo - Ai domiciliari con la pistola - L'arma sequestrata dalla polizia

Viterbo – Ai domiciliari con la pistola – L’arma sequestrata dalla polizia

Viterbo - Ai domiciliari con hashish, marijuana ed eroina - La droga sequestrata dalla polizia

Viterbo – Ai domiciliari con hashish, marijuana ed eroina – La droga sequestrata dalla polizia

Viterbo – Principio attivo sufficiente a confezionare oltre 1600 spinelli. E’ il mezzo chilo di hashish e marijuana sequestrato al trentenne viterbese arrestato due volte in una settimana lo scorso mese di settembre.

La prima è finito ai domiciliari per spaccio, la seconda nel carcere di Mammagialla perché trovato in casa con una pistola pronta a sparare.

Il giovane, agli arresti da cinque mesi e attualmente di nuovo ai domiciliari, è stato condannato ieri dal collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone a due anni e 8 mesi e a una multa di 8mila euro. 

Oltre che di spaccio, era accusato anche di detenzione di arma clandestina e documenti di identità contraffatti. Decisiva la perizia sullo stupefacente, illustrata dal tossicologo forense Fabio Centini dell’università di Siena, secondo il quale le potenziali “dosi droganti” potevano arrivare fino a 1612 spinelli.

L’imputato, giudicato coll’abbreviato su richiesta dei difensori Marco Valerio Mazzatosta e Remigio Sicilia, sarebbe stato condannato a quattro anni, se non avesse potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena grazie al ricorso al rito alternativo. 

La pm Chiara Capezzuto ha sottolineato come al giovane sia stata sequestrata un’arma, una pistola semiautomatica Beretta con la matricola abrasa e il colpo in canna, proveniente da “pregresso delitto”. “Anche se lui ha detto di averla tenuta per un’altra persona, non essendosi sentito in grado di dire di no, per pregressi debiti di droga”, ha sottolineato il sostituto procuratore.

“Mi sembrava quasi un gesto di messa alla prova”, ha detto l’imputato alla polizia al momento del secondo arresto, quando è stato trovato ai domiciliari armato. “Lui ha spiegato di avere ricevuto la visita a casa di un soggetto pregiudicato proveniente da Roma che ha tirato fuori l’arma dalla tasca”. Essendo stato arrestato pochi giorni prima per spaccio, avrebbe temuto che fosse una sorta di avvertimento e per questo avrebbe accettato la “consegna”.

Per la difesa, inoltre, il contenuto psicotropo non sarebbe stato indice di grande qualità dello stupefacente, mentre la contraffazione del documento d’identità con la sua foto ma intestato a un altro sarebbe stata grossolana: “Indice di una non ampia capacità criminale”. 

Lo stupefacente, in seguito alla sentenza, sarà avviato alla distruzione. La pistola, invece, sarà “devoluta alla competente divisione artiglieria”. 

L’imputato, almeno per ora, resta agli arresti domiciliari.

Silvana Cortignani


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7 febbraio, 2018

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