Viterbo – Agli arresti domiciliari con una pistola pronta a sparare. Ora sarà compito della polizia scientifica verificare se la pistola sia stata utilizzata per reati, e recuperare i numeri di matricola abrasi. Mentre gli investigatori della squadra mobile sono al lavoro per ricostruire la provenienza dell’arma, e soprattutto per scoprire a cosa questa pistola sarebbe dovuta servire.
Era ai domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma evidentemente il provvedimento non aveva avuto gli effetti sperati: seppur ai domiciliari, era giunta voce ai poliziotti che il 30enne viterbese ricevesse visite a casa di più persone.
Sono stati quindi intensificati i controlli degli agenti della questura di Viterbo. Sino a martedì, quando i poliziotti della volante, che hanno effettuato l’ultimo accertamento, avrebbero percepito un forte odore di hashish proveniente dall’appartamento.
E’ stata così effettuata una perquisizione all’abitazione, durante la quale sarebbe stata trovata sostanza stupefacente di varia tipologia: hashish e marijuana e, in piccola quantità, anche eroina, per un peso complessivo di oltre 75 grammi. Ma non basta. Durante i controlli sarebbe spuntata anche una pistola semiautomatica beretta, calibro 9 corto, con i numeri di matricola abrasi, carica e pronta all’uso.
Il 30enne è stato quindi arrestato e, a seguito della direttissima di ieri, è stato rinchiuso nel carcere di Mammagialla.
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