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Viterbo - Silvia Somigli (Uil) replica al partito di Pietro Grasso - La segretaria invita le forze politiche ad aprire un tavolo di confronto sulla scuola subito dopo le elezioni

“Non prendiamo lezioni da Liberi e uguali”

di Silvia Somigli - Segretaria generale Uil scuola

Silvia Somigli

Silvia Somigli

Viterbo – Il sindacato è sempre stato dalla parte dei lavoratori della scuola, a difesa dei diritti di tutto il personale scolastico. Rispondiamo così a Liberi e uguali Viterbo. Questa è stata la strategia dell’organizzazione sindacale, questo è quello che il sindacato ha fatto, sia come categoria sia come confederazione, in questi due anni di vigenza della legge 107, la cosiddetta “buona scuola”, che per tutti noi “buona” non lo è stata affatto.

Noi ci siamo opposti, abbiamo lavorato per migliorare il migliorabile, abbiamo lottato, con l’unico strumento di lotta che abbiamo. Lo sciopero, per Liberi e uguali “ovviamente insufficiente”. Un diritto e uno strumento di lotta fondamentale definito in modo spiccio “ovviamente insufficiente”.

Abbiamo sempre reso partecipi le rappresentanze sindacali di ogni passaggio, compresi i passaggi interni al sindacato stesso. Sempre a diretto contatto con il mondo della scuola. Sempre dentro le scuole, negli istituti. Non una formula retorica, ma un dato concreto. Perché la retorica non fa parte né del linguaggio né dell’azione sindacale. Fa parte forse del linguaggio politico, come Liberi e uguali Viterbo dimostra, puntando invece il dito contro le organizzazioni sindacali che dalla riforma della scuola hanno subito, e si sono difese.

Le organizzazioni sindacali subiscono la continua aziendalizzazione della scuola e verticalizzazione dei rapporti di forza. Ma resistono. E lo fanno sul posto di lavoro, perché i sindacati sono ancora una delle poche organizzazioni dirette dai lavoratori a difesa dei diritti dei lavoratori. Cosa che Liberi e uguali non può di certo rivendicare. Quindi il sindacato non è da voi che deve prendere lezione. Ma solo da chi lavora e da chi rappresenta le istanze del mondo del lavoro.

In sintesi, prendiamo lezioni solo dai lavoratori, siano essi stabili o precari oppure a centinaia di chilometri di distanza dalla propria sede naturale di lavoro a causa di un algoritmo che abbiamo sempre denunciato. Impugnando i provvedimenti adottati fin dentro le aule di tribunale.

E continuaniamo a farlo, senza arrenderci mai. Mettendo inoltre, quotidianamente, a disposizione di tutti le nostre competenze tecniche per dichiarazioni, certificazioni e problemi di ogni genere.

Infine, noi, in questi due anni, sappiamo bene cosa abbiamo fatto e dove siamo stati. E lo ripetiamo, dalla parte dei lavoratori e contro chi tenta di affossare la scuola della Costituzione repubblicana e democratica.

Ma, invece, dove sono stati in questi anni tanti di quelli che oggi fanno parte oppure hanno dato vita a Liberi e uguali?

La risposta è semplice. Sono stati nella maggioranza parlamentare e al governo, quel governo e quella maggioranza che hanno approvato la legge 107. Quel governo e quella maggioranza che ha creato quella stessa situazione che oggi Liberi e uguali rimprovera a noi quando sono stati loro stessi a crearla. Roba da non crederci.

Cogliamo infine l’occasione per ringraziare i candidati che hanno risposto al nostro appello, felici di aver suscitato un dibattito ampio. Con la speranza che possa proseguire anche dopo le elezioni di marzo in sede istituzionale dando vita a un tavolo territoriale dedicato alle problematiche della scuola e del personale scolastico con la partecipazione di tutte le rappresentanze istituzionali, politiche e sindacali del territorio.

Silvia Somigli

Segretaria generale Uil scuola Viterbo

12 febbraio, 2018

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