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Tribunale - Tuscania - In aula un carabiniere: "A Belcolle le hanno somministrato l'antidoto alle benzodiazepine" - Imputata tradita da una panda blu

Novantenne rapinata in casa, stordita col sonnifero nel caffè…

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Tuscania – (sil.co.) – Novantenne agganciata da due donne per strada e rapinata in casa, la vittima è stata stordita col sonnifero nel caffè. E’ successo a Tuscania il 13 febbraio 2014. L’unica imputata, invece, è stata tradita da una Panda blu inquadrata dalle telecamere di un supermercato. 

E’ ripreso ieri davanti al collegio il processo a una delle presunte bandite, l’unica che sia stata riconosciuta al cento per cento dall’anziana, oggi 91enne, come ha spiegato l’allora comandante della stazione dei carabinieri di Tuscania, il maresciallo Luca Bussolin, ora alla guida della stazione di Bagnaia. 

“L’ha trovata a terra in stato confusionale la figlia, la sera, quando è tornata a casa. L’ha portata in ospedale e per farla riprendere le hanno dato un farmaco usato come antidoto alle benzodiazepine”, ha spiegato il militare, che nei giorni successivi ha condotto le indagini per risalire alle rapinatrici.

I sanitari del pronto soccorso di Belcolle hanno somministrato all’anziana dell’Anexate, un medicinale che blocca il senso di sonnolenza e gli effetti calmanti e rilassanti indotti dalle benzodiazepine, provocando il risveglio e il ritorno alla coscienza.

Tornata lucida dopo 4-5 giorni, la vittima, parte civile nel processo, ha raccontato di due donne, una bionda e una mora, che l’avevano già avvicinata due giorni prima sotto casa, a bordo di un’utilitaria blu, mentre andava a comprare frutta e verdura, con la scusa di venderle della biancheria.

Il giorno della rapina, sono riuscite a entrare in casa con la scusa di portarle la spesa. Lei in cambio ha offerto loro il caffè, ma appena l’ha sorseggiato ha sentito che era cattivo e si è sentita mancare. 

“La casa era a soqquadro, mentre il lavandino era in perfetto ordine con le tazze lavate e nessuna impronta”, ha proseguito Bussolin, spiegando che a tradire le due presunte malviventi sono stati i filmati delle telecamere di sorveglianza del vicino supermercato, che hanno inquadrato la Panda di colore blu con cui hanno avvicinato l’anziana in entrambe le occasioni.

“Siamo risaliti a due case di Marta, coperte di vegetazione e circondate da telecamere, dove era agli arresti domiciliari un pregiudicato di Latina. Ci siamo appostati e abbiamo visto uscire la Panda blu. La donna bionda era la moglie dell’uomo ai domiciliari”, ha proseguito.

L’anziana ha riconosciuto al cento per cento solo la mora, una quarantenne nata a Città di Castello, residente a Civitavecchia, erede di una storica famiglia di giostrai, che ha negato tutto.

“Io quell’anziana non la conosco, non l’ho mai vista in vita mia, all’epoca avevo un bambino piccolissimo. Accudisco io mia nonna di 89 anni, non farei mai una cosa del genere”, ha detto, proclamandosi innocente.

Nessuno dei testimoni della difesa, tra i quali una figlia dell’imputata, si è presentato in aula. Il collegio farà un altro tentativo l’8 gennaio, giorno  fissato per la sentenza. 

 – Ultranovantenne agganciata da due donne per strada e rapinata in casa

11 luglio, 2018

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