Viterbo – Al via il processo per stalking a un settantenne viterbese che, dopo avere perso la testa per una cuoca 48enne cui aveva affittato una casa con giardino in via Freddano confinante con la sua, fuori porta Faul a Viterbo, l’ha perseguitata per un mese intero quando ha scoperto che la donna aveva un altro, per giunta convivente.
E’ successo tra luglio e agosto 2016, quando la vittima, per sottrarsi all’anziano stalker, è stata costretta a cambiare casa. In seguito alla denuncia, l’uomo, un pensionato 73enne difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato colpito da divieto di avvicinamento nel novembre del 2016.
“Io e mia figlia ci eravamo trasferite lì a giugno e a metà luglio è venuto anche il mio compagno.Fino a quel momento il padrone di casa era stato gentilissimo, solo qualche volta mi chiedeva se fossi fidanzata. Ma pensavo fosse tanto per dire”, ha raccontato in aula la donna, parte civile con l’avvocato Paolo Delle Monache.
In pochi giorni si sarebbe scatenato l’inferno, con un particolare accanimento nei confronti degli pneumatici della vettura della cuoca.
“Una mattina ho trovato una gomma sgonfia, pensavo fosse a terra invece era bucata. Un sabato mattina, dopo avere trascorso il venerdì sera in balera col mio compagno e alcuni amici, erano bucate tutte e quattro e ha cominciato a darmi della troia, della puttana e adirmi che me ne dovevo andare via assieme a ‘quel porco’ del mio compagno”, gha raccontato la 48enne.
Il lunedì sono cominciate le minacce di morte: “Te ne devi andare, perché io ho la polvere da sparo e la so usare”.
Quindi ha nascosto le chiavi della caldaia, restituite dopo l’intervento della polizia, e divelto i tubi del gas.
Dopo due-tre giorni ulteriori minacce: “Come ho bucato le tue gomme, buco te”. “A quel punto – ha detto la vittima – ero terrorizzata. Al lavoro ho avuto un attacco di tachicardia, con forti dolori al petto, per cui sono finita al pronto soccorso in ambulanza con un codice rosso e sono stata dimessa dopo sei ore”.
Tornata a casa, la sera si è vista piombare in guardino tre pattuglie della volante: “Li aveva chiamati lui dicendo che era un ‘bordello’, quando non ho mai fatto né una cena, né un pranzo mentre abitavo lì. Non uscivo nemmeno più in giardino a prendere il sole, durante la pausa pomeridiana. Sono stata barricata in casa fino a quando, il 12 agosto, non ne ho trovata un’altra e sono scappata”.
“Ancora oggi ho paura per me e mia figlia. La prima cosa che faccio, quando esco di casa, è guardare le ruote della macchina”, ha concluso.
Il processo al pensionato riprenderà il 14 novembre e dovrebbe concludersi entro Natale.
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