Viterbo – La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine sul frontale sulla Cimina, in cui ha perso la vita l’ingegnere viterbese Giulio Cesare Meschini. Nelle carte compare il nome del 20enne che era alla guida della Ford Fiesta che si è schiantata contro la Lancia Ypsilon sulla quale viaggiavano la vittima e i due figli. Il giovane, un romeno residente a Monterosi, è indagato per omicidio stradale.
Ieri mattina la salma di Meschini, 91 anni, è stata sottoposta dal medico legale all’ispezione esterna. Il corpo è poi stato riconsegnato ai familiari per i funerali, che ancora devono essere fissati.
Migliorano intanto le condizioni delle quattro persone rimaste gravemente ferite nell’incidente di mercoledì pomeriggio. La figlia di Meschini, che era alla guida della Lancia e non sarebbe riuscita a evitare l’impatto con la Ford, sarebbe fuori pericolo. Il giovane al volante della Fiesta è stato dimesso, mentre le condizioni della 20enne di Monterosi che era in auto con lui restano gravi. Ma la ragazza non sarebbe in pericolo di vita. Grave ma stazionario il figlio di Meschini. I medici non avrebbero ancora sciolto la prognosi, dopo il delicato intervento alla testa a cui è stato sottoposto. Nel frontale l’uomo, che sedeva sui sedili posteriori, avrebbe sbattuto violentemente il capo. Le sue condizioni sarebbero comunque in via di miglioramento.
L’incidente intorno alle 18 di mercoledì, nei pressi del chilometro 5+800 della Cimina. L’auto con a bordo il 91enne e i due figli si è scontrata con la Ford all’uscita di una semicurva poco distante dal meleto. Un impatto violentissimo, tra la Ford, che viaggiava in direzione Viterbo, e la Ypsilon, che invece procedeva verso Ronciglione. Nell’incidente la Lancia, dopo essersi schiantata anche contro il guardrail, ha fatto testa coda finendo la sua corsa nella direzione opposta rispetto a quella di marcia.
Giulio Cesare Meschini, che sedeva sul sedile anteriore, lato passeggero, è morto sul colpo. A nulla è servito l’intervento, seppur tempestivo, dei sanitari del 118. Nato a Viterbo il 22 giugno 1927, Meschini viveva a Roma. Mercoledì mattina era tornato nella sua città natale per dare l’addio alla sorella Anna Rita, morta poche ore prima per cause naturali. Nel pomeriggio stava rientrando con i figli nella Capitale, quando è rimasto vittima del frontale. La mattina del giorno dopo, giovedì, sarebbe dovuto tornare a Viterbo per partecipare ai funerali della sorella.
Meschini, ingegnere, aveva realizzato il traforo del Monte Bianco. Dal 57 al 65 era stato direttore dei lavori del lato italiano di quel chilometrico tunnel che collega l’Italia alla Francia. Il 2 ottobre 1978, su proposta della presidenza del consiglio dei ministri, divenne commendatore dell’ordine al merito della Repubblica italiana.
Le indagini sull’incidente sulla Cimina sono state affidate agli agenti della polizia stradale di Viterbo. I conducenti delle due auto sono stati sottoposti agli esami tossicologici.
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