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Calciatori aggrediti allo stadio - Parla il segretario sportivo Alessandro Ursini - Anche il presidente Vincenzo Camilli tra i testi del processo a sei presunti ultras gialloblù

“Quel giorno quando arrivai allo stadio i tifosi erano molto agitati”

Sport - Calcio - Viterbese - Alessandro Ursini

Sport – Calcio – Viterbese – Alessandro Ursini

Sport - Calcio - Viterbese - Il presidente Vincenzo Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Il presidente Vincenzo Camilli

Viterbo – “Quel giorno quando arrivai allo stadio i tifosi erano molto agitati. Lì fuori saranno stati almeno una ventina”.

A parlare è Alessandro Ursini, il segretario sportivo della Viterbese Castrense, ascoltato ieri in aula nel processo a carico di sei presunti ultras gialloblù che il 9 marzo 2014 avrebbero aggredito alcuni giocatori della Viterbese poco prima del derby contro il Montefiascone.

Tra i testimoni anche il presidente gialloblù, Vincenzo Camilli. 

“Quel giorno arrivai circa due ore prima dell’inizio della partita. Arrivando sul posto avevo visto molti tifosi. Mi fermai a parlare con alcuni di loro. Mi chiesero dei chiarimenti in merito alla convenzione col comune – ha detto in aula Alessandro Ursini -. Io li rassicurai sul fatto che era stato trovato un accordo e poi andai nel mio ufficio”. All’epoca dei fatti Ursini era anche addetto stampa della viterbese. 

“Una quarantina di minuti dopo essere entrato in ufficio sentii delle urla provenire fuori il parcheggio. Andai di corsa nel piazzale e vidi una persona a terra. Era caduto e aveva qualche escorazione. Accanto a lui almeno due o tre persone che cercavano di aiutarlo a rialzarsi”. 

Come emerso nelle precedenti udienze, l’uomo a terra era uno steward dello stadio Rocchi, un ottantenne che fu scaraventato a terra e picchiato da un gruppo di ultras. L’uomo, che ha anche testimoniato in una delle udienze, era stato poi portato in ospedale dove gli erano stati riconosciuti venti giorni di prognosi. Di qui la decsione dello steward di sporgere la denuncia in questura.

Lo steward dello stadio Rocchi sarebbe stato vittima del pestaggio perchè intervenuto in difesa di alcuni giocatori aggrediti. I sei presunti ultras avrebbero infatti contestato e minacciato i giocatori. Poi li avrebbero colpiti con schiaffi e pugni. Gli ultras se la presero con Daniele Federici, Rocco Giannone e Matias Vegnaduzzo, initimandigli di “giocare per vincere, o sarebbero stati guai”. Oltre allo steward anche i calciatori sporsero denuncia. 

Le accuse per tutti sono di minaccia aggravata, perché commessa da più di cinque persone in presenza di almeno una cinquantina di tifosi. Ma anche di percosse e lesioni, per gli schiaffi ai giocatori.

A finire sotto processo Leroy Ceccarelli, Ervin Di Maulo, Andrea Riccardi, Luca Zei e Lavinia Nepa. I sei tifosi sono difesi dagli avvocati Domenico Gorziglia, Remigio Sicilia, Luigi Mancini e Stefania Sensini. A tutti i sei imputati, il 14 marzo 2014, sono state notificate sei misure emesse dal questore di Viterbo di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (Daspo), della durata compresa dai tre ai due anni. Daspo che successivamente due degli impuati violarono e proprio per questo vennero arrestati. 

In aula ieri mattina il segretario della Viterbese ha anche riconosciuto alcuni dei presunti partecipanti alla rissa in più fascicoli fotografici. “La sera stessa fui sentito in questura dalla Digos – ha specificato in aula il teste – e lì riconobbi alcune delle persone con cui ho parlato nel fascisolo fotografico”. Da appurare se le persone riconosciute in aula siano le stesse identificate da Ursini in questura. 

A testimoniare in aula è stato poi chiamato anche il presidente della viterbese Vincenzo Camilli. “Quel giorno stavo andando alla partita verso le 13,30 quando ho ricevuto una chiamata del direttore sportivo che mi riferiva di alcune tensioni tra tifosi e giocatori – ha detto in aula Camilli -. Allora ho chiamato la Digos. Una volta arrivato sul posto non c’era più niente”. 

Il presidente della Viterbese non avrebbe quindi assistito all’aggressione. “Quando sono arrivato io era tutto tranquillo – ha affermato – quindi non so dire cosa sia successo”.

Il giudeice Silvia Mattei, dopo aver ascoltato i testimoni, ha rinviato l’udienza al 19 giugno per ascoltare i testi residui del pm. 

Maurizia Marcoaldi


Articoli: “I sei ultras si sono traditi entrando allo stadio” – “Giocatori presi a calci e schiaffi da decine di tifosi…” – “Vincete il campionato o vi bruciamo le macchine” – Violano il Daspo, arrestati due tifosi gialloblù – Niente partite per sei tifosi della Viterbese

 

 

 

 

 

 

 

10 gennaio, 2019

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