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Polizia - Il questore Macera: "Sono tre persone allontanate dagli eventi sportivi per un anno e tre per tre anni tra cui un minorenne"

Violenze in campo, negli spogliatoi e insulti razzisti, sei Daspo

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Viterbo - Il questore Massimo Macera

Viterbo – Il questore Massimo Macera

Viterbo - Paolo Volta dell'Anticrimine, il questore Massimo Macera e il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Paolo Volta dell’Anticrimine, il questore Massimo Macera e il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo - Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Violenze in campo, negli spogliatoi e insulti razzisti, sei Daspo.

Non si sono fatte attendere le sanzioni del questore nei confronti delle sei persone che, in tre episodi distinti, si sarebbero rese protagoniste, a vario titolo, di violenze e insulti, anche a sfondo razziale.

“Sono situazioni che non potevamo ignorare – spiega il questore Massimo Macera – anche se appartengono a quello che in molti definiscono “calcio minore”. Per noi ha la stessa rilevanza di quello professionistico. Anzi è forse anche più assurdo parlare di violenza e tensioni, considerando che in questi contesti la posta in gioco è davvero insignificante e che, spesso, le squadre che si fronteggiano da avversarie sono composte da conoscenti, amici, compaesani e vicini di casa”.

Il bilancio complessivo dei provvedimenti messi in atto dal questore Macera è di sei Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive). Tre della durata di tre anni e altri tre per un solo anno. Tra le sei persone c’è anche un minorenne.

“Non faremo i nomi – ci tiene a precisare il questore – perché in fondo si tratta di provvedimenti amministrativi e che tendono più che altro a punire per prevenire che accada qualcosa di più grave. E’ come se noi dicessimo al “daspato”: in certe situazioni perdi il controllo, è meglio se per un periodo non frequenti i campi di calcio”.

I nomi no, ma gli episodi Macera li ricorda, seppur non entrando nello specifico.

“Parliamo di quello che è accaduto il primo e il 2 dicembre del 2018 a Monterosi – ricorda – e poi del gravissimo caso di insulti a sfondo razziale a un giovane arbitro di origini tunisine a Viterbo. Infine c’è l’ultimo fatto del 22 dicembre a Piansano. In tutte e tre le vicende a provocare violenza, verbale e/o fisica, sono stati principalmente dirigenti e calciatori, aspetto ancora più grave. Proprio loro che dovrebbero dare l’esempio…”.

Botte, aggressioni, ma anche l’orrenda macchia del razzismo.

“Nel caso degli insulti razziali – prosegue Macera – i Daspo sono stati di tre anni, nei confronti di ben due persone. Occorreva un segnale importante. Ognuno ha avuto quello che si meritava. Tra i sei (ma il questore non specifica di quale episodio si tratti ndr) c’è anche un minorenne”.

Un segnale forte, quello della questura, nei campionati dilettantistici, senza abbassare mai la guardia su quello di Serie C della Viterbese.

“Finora nelle partite al Rocchi non ci sono stati episodi nei quali si può parlare di violenza – conclude Massimo Macera -. Qualche situazione è ancora al vaglio degli inquirenti, ma non ci sono fatti eclatanti. Per fortuna, nonostante lo stress dovuto all’inizio in ritardo del campionato dei Gialloblù, il clima è tranquillo. Ma i controlli sono e saranno serrati, ad ogni livello e su ogni campo, affinché non si arrivi ai casi limite gravissimi e tristissimi come quello recente di Milano prima di Inter-Napoli”.

 


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15 gennaio, 2019

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