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Tribunale - Orte - Accusato di favoreggiamento - Avrebbe dato passaggi a pagamento alle “operatrici del sesso” dalla stazione fino alle piazzole di lavoro

Condannato a un anno e quattro mesi il tassista delle lucciole

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La stazione di Orte

La stazione di Orte

Orte – (ma.ma.) – Condannato a un anno e quattro mesi e 1500 euro di multa per favoreggiamento della prostituzione il tassista delle lucciole.

Il giudice Silvia Mattei, ieri mattina in aula, ha riconosciuto la responsabilità dell’uomo, originario di Canino, che avrebbe dato passaggi a pagamento alle “operatrici del sesso”, in arrivo alla stazione di Orte Scalo fino alle loro piazzole di lavoro sulla strada che da Orte porta a Bassano in Teverina.

“Un anno e quattro mesi di reclusione”, è stato il verdetto del magistrato.

Il “tassista”, difeso dall’avvocato Marzia Fiorucci, era finito a processo per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo, sposato con una nigeriana, era sospettato di dare passaggi a pagamento alle “operatrici del sesso” che giungevano in treno alla stazione di Orte Scalo. Il pagamento della corsa sarebbe stato di 5 euro.

Un’attività che sarebbe passata inosservata se non ci fosse stato “un concorrente” pronto a tradirlo.

A segnalare il comportamento dell’uomo ai carabinieri era stato infatti un altro tassista, nel 2012, con la motivazione che, da quando erano iniziati i passaggi alle ragazze per 5 cinque euro, il mercato non sarebbe stato più lo stesso e lui ci stava rimettendo un sacco di soldi.


 – Fa il tassista alle lucciole, accusato di favoreggiamento 


I militari, a seguito della segnalazione, sono intervenuti sorprendendo in flagrante il tassista mentre dava il passaggio in macchina a una lucciola appena scesa dal treno, aspettandola al parcheggio di Molegnano. L’uomo è così finito a processo con l’accusa di violazione della Legge Merlin del 1958. 

Ieri la sentenza. L’accusa ha chiesto il non luogo a procedere per la lieve entità del fatto. Il difensore Marzia Fiorucci ha chiesto l’assoluzione. 

Diversi i punti a favore dell’imputato, secondo la legale. Innanzitutto il fatto che la banconota per il pagamento della corsa, il giorno in cui il tassista è stato trovato dai carabinieri a dare un passaggio a una lucciola, era in mano alla donna e non all’imputato. Al più, secondo l’avvocato Fiorucci, al proprio assistito sarebbe potuto essere contestato di svolgere la professione abusivamente, ma non il favoreggiamento della prostituzione.

Altra considerazione, avanzata dalla difesa, quella che vedrebbe la donna, sorpresa ad accettare il passaggio del tassista, non necessariamente intenta a svolgere l’attività di prostituzione dal momento che nessun elemento in aula è stato provato in tal senso.

Infine per la difesa il fatto che l’uomo avesse in agenda i numeri di molte donne straniere non avrebbe dovuto provare la sua colpevolezza in quanto quei numeri potevano essere di alcune amiche della moglie essendo il tassista coniugato con una signora nigeriana. 

Nel corso delle precedenti udienze il giudice Mattei aveva chiesto di poter sentire la donna fermata con l’uomo. La donna però, nonostante i tentativi di portarla in tribunale come testimone, non era mai comparsa in aula. 

Contrariamente a quanto chiesto da accusa e difesa, il magistrato ha condannato l’uomo, ritenendolo responsabile di favoreggiamento della prostituzione e condannandolo alla severa pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 1500 euro di multa.

 

 

 


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2 febbraio, 2019

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