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Tribunale - Nuovo processo per la parrucchiera 43enne che prometteva impieghi inesistenti - la testimone: "Diceva che c'erano posti sicuri in due strutture a Gradoli e Bolsena"

Corsi fantasma per operatori sociosanitari, spuntano altre vittime della finta dottoressa

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Montefiascone – (sil.co.) – Corsi fantasma per operatori sociosanitari, spuntano altre vittime della finta dottoressa 43enne, in realtà una parrucchiera, che prometteva posti di lavoro inesistenti.

E’ la 43enne di Montefiascone imputata di truffa aggravata in un processo in corso al tribunale di Viterbo, davanti al giudice Giovanni Pintimalli, in cui contro di lei si sono costituite parti civile ben quattordici parti offese, persone che tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 avrebbero sborsato sui 2500 euro a testa sperando di trovare un posto di lavoro sicuro dopo avere frequentato un corso per Oss presso la Asl. 

Davanti al giudice Silvia Mattei, assieme ad altre due imputate, la stessa donna deve invece rispondere di falso e “vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione”. Anche in questo caso, al centro della vicenda ci sarebbero le solite  promesse di posti di lavoro inesistenti in seguito a un corso per Oss. 

“Eravamo amiche d’infanzia, le nostre famiglie si conoscevano – ha spiegato in aula una delle vittime, durante l’udienza di ieri del processo – nel 2013 ci siamo rincontrate in ospedale, dove mia madre lavora e suo padre era ricoverato. Siccome ero disoccupata da otto mesi, lei si è offerta di aiutarmi, in cambio di 3200 euro”.

“Mi ha detto di un corso per operatori sociosanitari, parlato di ore di tirocinio da fare presso l’ospedale di Viterbo e di due case di riposo, due strutture a Gradoli e a Bolsena dove tutto era pronto per l’apertura. Quando ho pagato, mi ha dato una specie di contratto in cui c’era scritto che l’attività lavorativa sarebbe iniziata entro e non oltre il 20 marzo 2013”. 

E’ finita che ha smarrito i soldi. Come per le vittime dell’altro processo, che la mattina del 15 gennaio 2015, alle 7,30, si sono trovate alla Cittadella della salute, per l’inizio di un corso per operatori sociosanitari per il quale, a quanto era stato loro detto, avrebbero potuto, alla fine, vedersi trasformare il contratto sottoscritto in un rapporto a tempo indeterminato.

Invece niente. Volatilizzata la dottoressa, con cui avevano appuntamento, hanno scoperto in breve che né al quarto piano, né altrove erano in programma corsi e che la carta intestata della Asl era simile ma farlocca. Alcuni degli aspiranti corsisti, infuriati, aspettarono l’imputata sotto casa, dove assieme al compagno la donna, forse per prendere tempo, avrebbe negato l’evidenza, insistendo nel dire che il corso si sarebbe fatto. Il processo, per loro, riprenderà il 20 marzo davanti al giudice Pintimalli con gli ultimi due testimoni dell’accusa.

E’ stato invece rinviato al 16 ottobre il processo davanti al giudice Mattei. 

– Corso fantasma per operatori sociosanitari, finta dottoressa alla sbarra


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9 febbraio, 2019

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