Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Bolsena - Vittima un 17enne "colpevole" di avere riferito su una presunta attività dispaccio - Due gli aggressori, ma solo uno è stato arrestato per lesioni aggravate

Spedizione punitiva sulla spiaggia del Guadetto, alla sbarra un 21enne

Condividi la notizia:

Viterbo - La procura

Viterbo – La procura

Bolsena – (sil.co) – Minorenne falisco preso a calci, pugni e sassate da due coetanei, al via il processo per lesioni aggravate  al 21enne d’origine polacca residente a Bolsena arrestato dai carabinieri il 24 giugno dell’anno scorso per l’aggressione messa a segno sulla spiaggia del Guadetto. L’imputato fu ristretto ai domiciliari. 

Assieme al complice, un 19enne originario di Marta ma residente a Montefiascone che è stato soltanto denunciato, avrebbe messo a segno una vera e propria spedizione punitiva contro la vittima, all’epoca non ancora 18enne, colpevole di avere riferito alle forze dell’ordine su una presunta attività di spaccio.

“Infame, bastardo, merda”, gli avrebbero urlato contro con aria minacciosa, sorprendendolo mentre si godeva la prima domenica d’estate  in spiaggia con la fidanzata e altri due amici, tutti minorenni. “Stavamo giocando a pallone quando sono arrivati”, ha raccontato il giovane che, in seguito alle botte prese, è stato medicato al pronto soccorso con una prognosi di venti giorni. 

Pochi giorni prima, mentre con il padre e lo zio tappezzieri stava effettuando un lavoro al teatro San Francesco di Bolsena, la vittima era stata già minacciata dalla coppi: “Infame, bastardo, tanto te la facciamo pagare, ti spacchiamo il culo”. “Mi sono spaventato tantissimo, per cui mi sono munito di una bomboletta di spray al peperoncino, qualora avessi dovuto difendermi”, ha spiegato al giudice Roberto Colonnello il ragazzo, da pochi mesi maggiorenne, che si è costituito parte civile con l’avvocato Amedeo Centrone. 

Il 24 giugno, quando ha visto gli aggressori raccogliere pesanti sassi da terra e attrezzarsi per tirarglieli, ha provato a fermali con lo spray al peperoncino: “Ma avevo il vento contro, per cui lo spray è finito sulla mia faccia invece che sulla loro. Allora ho cominciato a correre, per seminarli, mentre mi tiravano le pietre senza riuscire a colpirmi. Poi mi hanno spinto a terra, prendendomi a calci e pugni al corpo e al volto, in un punto dove c’è un canneto, per cui mi sono anche tagliato al volto e alle mani con le canne”, ha proseguito.

L’imputato avrebbe afferrato una grossa pietra, facendo il verso di sbattergliela sulla testa, fermato solo dall’arrivo dei carabineiri. Gli amici, sentiti come testimoni, infatti nel frattempo avevano già chiamato i carabinieri della stazione di Bolsena, davanti ai quali l’attuale imputato ha continuato a inveire contro la vittima, finendo in manette. 

Nei giorni successivi sarebbero proseguite le minacce: “Ho ricevuto una telefonata anonima in cui una voce maschile mi diceva ‘questo è stato il primo round, sta pronto che arriva il secondo’. Ancora oggi quando li incontro mi dicono ‘infame’ e mi minacciano”, ha concluso.

Secondo l’avvocato di parte civile Amedeo Centrone e i militari intervenuti nell’immediatezza del fatto: “Si stava sfiorando una vera e propria tragedia, visto che il malcapitato stava subendo devastanti calci e pugni dai due aggressori, che hanno iniziato anche a tentare di colpirlo con grosse pietre pur non riuscendoci”. 

Si torna in aula il 2 aprile per la sentenza. 


– Calci, pugni e pietre a un coetaneo

 


Condividi la notizia:
16 febbraio, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR