Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Caprarola - In aula la testimonianza del carabiniere che ha sequestrato l'apparecchiatura - Nessuno avrebbe verificato dove andavano inseriti la vite e il dado

Anziana cade dal sollevatore dell’ospizio e muore, il giallo del bullone

Condividi la notizia:

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Caprarola – Anziana, ospite della vecchia casa di riposo “Nicolai Ferri Fantini” di Caprarola, muore dopo una caduta. E’ ripreso lunedì scorso, davanti al giudice Elisabetta Massini, il processo per omicidio colposo alla legale rappresentante della cooperativa Silva Cimina che gestiva i servizi di mensa, pulizie e assistenza per il Comune, che era titolare della struttura. 

L’imputata è difesa dall’avvocato Cinzia Ruperto, mentre si sono costituiti parte civile le nipoti della vittima, assistite dal legale Vincenzo Petroni.

L’episodio risale al 30 luglio 2013 quando un’assistente e un’inserviente stavano spostando con l’aiuto di un sollevatore la paziente, non autosufficiente, dal letto alla sedia a rotelle. Le due donne avevano imbracato l’anziana e azionato il pulsante del sollevatore, quando si sarebbe rotta una maniglia facendo precipitare la vittima sul pavimento.

L’anziana nella caduta avrebbe sbattuto la testa sull’attrezzatura metallica. Immediatamente soccorsa, la donna è stata portata in ospedale, ma dopo qualche giorno è deceduta.  


 – Anziana cade e muore all’ospizio comunale, a processo cooperativa


In aula, il 4 marzo, è stato ascoltato come testimone il carabiniere della stazione di Caprarola che il giorno dopo l’incidente si è recato nella casa di riposo e ha posto sotto sequestro il sollevatore.

“Ho visto che accanto al sollevatore c’era un bullone – ha detto – e mi hanno detto che si trattava del bullone che si era staccato facendo cadere tutta la struttura”. Il carabiniere non avrebbe accertato dove si trovasse il foro di inserimento del bullone e non si sarebbe accertato che il bullone mancante avrebbe potuto far cedere la struttura. Il carabiniere non avrebbe quindi verificato dove andava inserito il bullone, ma avrebbe soltanto ascoltato la testimonianza dei fatti da parte del personale della casa di cura e avrebbe visto il bullone accanto al sollevatore. 

Al termine della testimonianza il giudice Elisabetta Massini ha rinviato il processo al 15 aprile. 

Maurizia Marcoaldi


Condividi la notizia:
11 marzo, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR