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Tribunale - L'imputato è stato assolto dalle accuse di stalking, furto ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Ex carabiniere condannato per resistenza a pubblico ufficiale

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – Assolto con formula piena dalle accuse di stalking, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e furto, è stato condannato a sette mesi e una multa di 300 euro per il solo reato di resistenza a pubblico ufficiale. Resistenza ai colleghi dell’arma che, a detta sua per l’ennesima volta, volevano fermalo e identificarlo, nonostante lo conoscessero benissimo.

E’ l’ex carabiniere Venerio Fochetti finito sotto processo per fatti avvenuti a Orte tra novembre 2011 e marzo 2012 che lo scorso 22 febbraio si è difeso davanti al giudice Silvia Mattei dicendo di sentirsi lui perseguitato, vittima dei colleghi e di un inquilino che avrebbe dovuto restare nella sua abitazione soltanto tre mesi. Tre le parti civili.

Sette i capi d’imputazione. Per l’ex militare, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, è finita con cinque assoluzioni, una condanna e la prescrizione del reato relativo al rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità ai colleghi dell’arma che secondo lui lo conoscevano benissimo e facevano apposta, ogni volta, a procedere all’identificazione chiedendogli i documenti, anche quando era in divisa. 

Un caso delicato. “Una pioggia di assoluzioni e una pena mite in prescrizione, contro la quale faremo appello, è quanto di più roseo potevamo attenderci. Si è trattato di un processo spinoso e difficile, gestito con sapienza e capacità dalla dottoressa Mattei”, ci tiene a sottolineare il difensore.

Il giudice Mattei, a gennaio, ha anche fissato un’apposita udienza pomeridiana per permettere all’imputato di rilasciare le sue lunghe spontanee dichiarazioni, che di mattina avrebbero bloccato i successivi processi. Rilasciando spontanee dichiarazioni, l’ex carabiniere ha ricostruito in aula l’intera vicenda prima di venire ulteriormente esaminato dal suo avvocato, nell’udienza del 22 febbraio, quando l’accusa ha invece rinunciato all’interrogatorio.


– Ex carabiniere alla sbarra per stalking e resistenza


“A luglio 2011 avevo accettato di ospitare nella mia casa fresca di cantiere una persona che mi era stata presentata dal costruttore col dire che sarebbe rimasta solo tre mesi, riservandomi una stanza per il weekend, perché all’epoca vivevo a Roma dove ero in servizio presso il Nas”, ha detto al giudice l’imputato.

A novembre, però, l’inquilino non solo non se ne sarebbe andato, ma avrebbe anche subaffittato il garage di cui aveva la doppia chiave, per cui l’ex carabiniere, in congedo per motivi di salute fisici da marzo 2013, avrebbe cambiato il blocchetto della serratura. L’ex carabiniere avrebbe quindi tentato di convincerlo a lasciare l’appartamento. 

Sul posto diverse volte sarebbero intervenuti i carabinieri della locale stazione, con cui ci sarebbero però stati degli attriti per una vecchia vicenda, risalente al 2004, in seguito alla quale i militari avevano anche sporto una denuncia contro il collega. “Mi sono sentito perseguitato dai carabinieri – ha spiegato ancora – sono stato riformato per motivi fisici, non psicologici. E volevo solo che l’inquilino se ne andasse, perché sapevo che di lì a breve avrei avuto bisogno di avere la mia casa tutta per me”.


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15 marzo, 2019

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