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Cronaca - Girava con un machete perché si sentiva minacciato - E' ricoverato in prognosi riservata, un 24enne condannato per porto d'arma illecita - Caccia alla gang degli assalitori

Gli sparano a bruciapelo nel Mantovano

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Carabinieri e 118

Carabinieri e 118

Viterbo – Vittima di una sparatoria in provincia di Mantova, un 24enne dominicano residente nel Viterbese. Per gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti da parte di una coppia di connazionali che gli hanno sparato all’addome a bruciapelo facendo poi perdere le proprie tracce. Pochi mesi fa, ai magistrati di Viterbo aveva detto di andare in giro armato di coltello e di machete perché aveva ricevuto delle minacce da altri dominicani.

Lo scorso 19 settembre è stato condannato a sei mesi e mille euro di multa dal tribunale di Viterbo per illecita detenzione di armi, tre anni dopo essere stato arrestato dalla polizia che, il 6 settembre 2015, lo aveva fermato  per un controllo, nei pressi del distributore vicino al cimitero sulla Cassia Nord, mentre viaggiava in macchina, assieme ad alcuni connazionali, con a bordo un machete e un coltello in tasca.

Si tratta di Marco Ados Rosa Jiménez, pluripregiudicato 24enne d’origine dominicana, difeso dall’avvocato viterbese Samuele De Santis, cui non è servito dire che deteneva il coltello e il machete per timore di alcuni connazionali dai quali avrebbe ricevuto delle minacce.

Ebbene, giovedì il giovane, che nel frattempo si trovava in provincia di Mantova, sarebbe stato vittima di una vera e propria resa dei conti, colpito da colpi di arma da fuoco all’addome sull’uscio di una casa di Suzzara e ricoverato in rianimazione in ospedale dove la scorsa notte è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la rimozione di un proiettile che gli aveva perforato un polmone. Nonostante le gravissime ferite riportate e la prognosi che resta riservata, non correrebbe pericolo di vita. I colpi non avrebbero raggiunto organi vitali. 

Jiménez, oltre alla condanna dello scorso 19 settembre, ha precedenti per la rapina di una pistola, spaccio di droga, maltrattamenti in famiglia e stalking. Adesso è caccia alla gang di assalitori che, nel frattempo, sarebbero svaniti nel nulla. 

Erano circa le 19 di giovedì 28 febbraio quando due giovani gli avrebbero teso un vero e proprio agguato, facendo uscire la vittima di casa e sparandogli all’addome. E’ successo in piazzale Matteotti, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Suzzara. Stando alle prime ricostruzioni, il 24enne si sarebbe trovato in casa con una donna quando qualcuno ha bussato alla porta. Il giovane avrebbe aperto trovandosi di fronte due persone, forse due connazionali.

Tra i tre sarebbe nata un’accesa discussione. Ad un certo punto, mentre si trovavano nel piazzale davanti all’abitazione, uno dei due aggressori avrebbe estratto una pistola e sparato a bruciapelo al 24enne. Ad assistere alla scena una testimone che si trovava affacciata al balcone di una palazzina limitrofa al luogo dove è avvenuta la sparatoria. Ai carabinieri avrebbe raccontato di aver quindi visto i due giovani darsi alla fuga subito dopo aver colpito il 24enne.

Sul posto è giunta in pochi minuti un’ambulanza, che ha trasferito d’urgenza il giovane al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Poma di Mantova. Il movente della sparatoria è al vaglio degli inquirenti, che stanno indagando per tentato omicidio. L’ipotesi più accreditata sarebbe quella di un possibile regolamento di conti. Sul caso indagano i carabinieri di Suzzara, che nel frattempo avrebbero già disposto il sequestro delle telecamere di zona, per cercare di individuare i due aggressori. Disposti anche dei posti di blocco nelle principali vie d’uscita di Suzzara.

Silvana Cortignani


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2 marzo, 2019

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