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Tribunale - Tuscania - Accuse "fotocopia" di una precedente convivente contro un imprenditore agricolo trascinato in tribunale dalla sua ex

“Mi ha segregata nell’agriturismo, togliendomi auto e cellulare”

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L'avvocato Marco Russo

Il difensore Marco Russo

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato di parte civile Marco Valerio Mazzatosta

Tuscania – “Mi ha segregata nell’agriturismo, togliendomi auto e cellulare”.

In aula, contro un imprenditore agricolo di Tuscania denunciato dalla ex dominicana, le accuse di una precedente convivente, la cui testimonianza ha ricalcato quella rilasciata dalla presunta vittima, parte civile, lo scorso 10 luglio. 


– “Se mi denunci, prendo il migliore avvocato e orino in bocca ai giudici”


“Quando è arrabbiato potrebbe uccidere una persona”, aveva detto nove mesi fa la dominicana. 

Ieri è stata la volta della testimonianza fotocopia di un’altra ex, compagna dal 2010 al 2012 di un imprenditore agricolo di Tuscania con precedenti per droga, difeso dall’avvocato Marco Russo, a processo davanti al collegio perché tra il 2014 e il 2015 avrebbe schiavizzato, con condotte da marito-padrone, la sua convivente dominicana, parte civile con l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. 

Entrambi le donne sarebbero state tenute  segregate, “prigioniere” nell’agriturismo di famiglia dell’imputato, una tenuta di migliaia di ettari nelle campagne tra Marta e Tuscania.

“Avevo 20 anni quando ci siamo messi insieme e mi ha portata a vivere con lui nell’agriturismo. Era possessivo, geloso, mi ha fatto chiudere i rapporti coi miei genitori, mi picchiava, mi ha tolto la macchina e il cellulare”, ha detto la testimone.

“Il cellulare me lo ha tolto strappandomelo dalle mani e gettandolo nel fuoco”, ha spiegato la giovane, oggi 29enne, nel corso di una tesissima deposizione.

E’ stata interrogata dalla pm Chiara Capezzuto e incalzata dalle domande provocatorie della difesa. Tanto che la presidente del collegio, giudice Silvia Mattei, ha ripreso l’avvocato Russo per l’irruenza del controesame. Un’irruenza contro la quale ha protestato vibratamente anche il padre della giovane, seduto tra il pubblico presente in aula.

La convivenza si sarebbe conclusa nel peggiore dei modi quando l’imputato l’avrebbe minacciata di chiudere, dandole della “puttana”, solo perché avrebbe indossato un paio di leggings: “Gli ho risposto ‘ti lascio io’ e ho supplicato i miei di venirmi a prendere. Quando sono arrivati con la macchina al cancello, sono saltata dentro e siamo scappati”. 

Il difensore Marco Russo ha insistito su un punto in particolare: “Lei queste cose le ha raccontate per la prima volta ai carabinieri il 4 dicembre 2015, tre anni dopo la fine della vostra relazione. Perché non lo ha denunciato prima?”. 

 

 

 

 

Il processo riprenderà il 21 maggio.

Silvana Cortignani

 


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17 aprile, 2019

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