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Viterbo - Il presidente dell'Anpi Enrico Mezzetti parla dopo la contestazione durante le celebrazioni per il 25 aprile

“Il ministro Salvini è eversivo e io non dovrei ribellarmi?”

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Enrico Mezzetti

Enrico Mezzetti

Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo - Enrico Mezzetti

Viterbo – Enrico Mezzetti

Viterbo – Lo hanno accusato di fare “campagna elettorale” nel giorno della Liberazione, perché ha definito “eversivo” il comportamento del ministro dell’Interno Matteo Salvini sull’anniversario che ricorda la vittoria della resistenza partigiana sull’occupazione nazista e sul regime fascista in Italia. Ma Enrico Mezzetti, presidente dell’Anpi di Viterbo, contestato da un socio dell’Arma Areonautica, un generale in pensione, durante il suo discorso in piazza dei Caduti per il 25 aprile, non ci sta. “L’Anpi è una piccola associazione morale nata nel ’44 e riconosciuta a livello nazionale. Non è un partito né intende esserlo – sottolinea Mezzetti -. Il suo protagonismo politico gli è toccato in sorte, perché oggi, a parte l’Anpi, non c’è nessuno che difende in maniera esplicita l’antifascismo. Mi auguro che crescano associazioni e partiti che, in maniera netta, si dichiarino antifascisti e che attacchino il ministro dell’Interno quando definisce il 25 aprile come un derby tra fascisti e comunisti”.

Su Matteo Salvini, Mezzetti afferma: “È indiscutibile che abbia cercato di screditare in tutti i modi l’anniversario della Liberazione. Lo ha ridicolizzato e io, presidente dell’Anpi di Viterbo, non dovrei intervenire? Io non sono una maschera ridicola che dice tutto ma non dice niente. Dobbiamo fare i conti con la realtà. E di un ministro che, pur avendo giurato fedeltà alla costituzione antifascista, minimizza il 25 aprile, devo dire che è un eversivo. Se non è un fellone, Salvini affermi che la Liberazione è la ricorrenza fondativa della nostra comunità e che gli ha permesso di diventare ministro dell’Interno. Se non devo dire questo, di cosa devo parlare? Il 25 aprile deve essere una pantomima? Una cerimonia ipocrita?”.

Per Mezzetti c’è una “tendenza a screditare l’anniversario della Resistenza”. “Se abbattiamo il ricordo, dietro troveremo il buio. Senza memoria non c’è più niente. Senza la narrazione della Resistenza e della costituzione antifascista e repubblicana, non c’è più la società nella quale viviamo. Senza il 25 aprile tutto è possibile. E se c’è anche un solo ministro che aspira a ciò, quel ministro deve essere censurato. Quanto detto da Salvini è gravissimo, e dovremmo tutti ribellarci alle sue cazzate. E dovremmo ribellarci anche a chi afferma che Mussolini ha fatto pure cose buone. Di ciò che Mussolini ha fatto non c’è nulla da salvare. È stato tutto obbrobrioso. Ha commesso crimini di guerra. Il fascismo è stato una vergogna, ed è per questo che io sono antifascista”.

Mezzetti parla di “epoca vuota”. “Stiamo vivendo un momento oscuro, senza punti di riferimento né di memoria. E l’Anpi, paradossalmente, cresce. Come un bel rifugio, anche di giovani, che non hanno punti di riferimento in forze politiche di nessun genere. Auspico che nell’Anpi entrino pure persone di destra, perché l’antifascismo non è solo di sinistra. Le leggi contro il fascismo non le hanno fatte i comunisti con la k, ma i democristiani. L’Anpi è poi un’associazione inclusiva, aperta a chi si riconosce nella Resistenza e nella costituzione. È una vita che spero che la destra italiana, come quella europea e americana, sia antifascista. Ma da questo punto di vista c’è una certa viltà. Oggi ci sono personaggi di destra, anche anticomunisti, che sono antifascisti? Se sì, hanno il coraggio di uscire allo scoperto? Ma questa mia battaglia dovrebbe essere, in primo luogo, di tutti quei partiti che si dichiarano antifascisti e che hanno giurato fedeltà alla costituzione. È vergognoso che questo tipo di battaglie si lascino semplicemente nelle mani dell’Anpi”.



Sulla contestazione a Enrico Mezzetti è intervenuto, tra gli altri, anche Aldo Quadrani, coordinatore del Circolo reale della Tuscia. “La Liberazione – scrive Quadrani in una nota -, magnifica giornata di unità nazionale, è diventata una ricorrenza dei partigiani rossi che si sono appropriati di una solennità del popolo italiano. Il 25 aprile è una festa civile dell’Italia e del popolo italiano, ed è una vergogna che si permetta a un qualsiasi delegato di un’associazione privata di intervenire in maniera ufficiale facendo una propaganda settaria delle proprie ideologie. Quest’anno vi è stata una contestazione per questo modo fazioso di gestione, alla quale diamo tutta la nostra considerazione”.

La replica di Mezzetti: “Questa associazione monarchica vuole che l’Anpi taccia, ma non mi metto a discutere con loro. Non esistono, non hanno alcuna rappresentanza né storia. A parte l’aver avuto spazio con dei movimenti fascisti. A Viterbo hanno anche cercato di sostituire piazzale Gramsci con piazzale Umberto I. Poi Quadrani che titolo ha? Chi rappresenta, se non se stesso? I suoi attacchi mi onorano. Mi onorano gli attacchi di chi vuole la monarchia, che è vietata dalla Costituzione che dichiara che la forma repubblicana è immodificabile. Se quest’anno ci sono state le relazioni dei monarchici e di altri di quella tempra, vuol dire che per la prima volta questo 25 aprile non è stato un semplice rituale ma ha detto qualcosa di concreto. E sarebbe ora di andare avanti su questa strada”.


Multimedia – Gallery: La contestazione contro il presidente dell’Anpi – La celebrazione del 25 Aprile – Video: I momenti della contestazione contro il presidente dell’Anpi – Il 25 Aprile a Viterbo

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26 aprile, 2019

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