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Viterbo - Comune - Gianmaria Santucci (Fondazione) dopo la maratona che ha portato all'approvazione: "Dignitoso, migliorano i servizi"

“Un bilancio che non fa sognare ma è un punto di partenza”

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Consiglio comunale - Gianmaria Santucci

Viterbo – Consiglio comunale – Gianmaria Santucci

Viterbo - Il consiglio comunale

Viterbo – Il consiglio comunale

Viterbo - Il consiglio comunale - La maggioranza

Viterbo – Il consiglio comunale – La maggioranza

Viterbo – “Un bilancio che non fa sognare ma è un punto di partenza”. La maratona di dieci giorni per l’approvazione del documento economico è finita prima del tempo. Il Movimento 5 stelle ha ritirato gran parte dei 7mila emendamenti e Pasqua e Pasquetta sono salve. Non si è salvata, però, la maggioranza, dalla valanga di critiche dell’opposizione. Esagerate, per Gianmaria Santucci. Il capogruppo Fondazione ammette qualche limite, ma dalla maggioranza, il punto di vista è diverso.

Santucci, come esce la maggioranza da questa maratona per il bilancio?
“Per la prima volta – dice Santucci – la discussione si è svolta in modo ordinato e trasparente, nessuna tagliola è stata applicata. Siamo rimasti nei 20 giorni previsti, senza strozzare il dibattito, con una dose di pazienza e buonsenso, di certo superiori rispetto al passato”.

Dall’opposizione non la pensano così e non sono stati teneri, non solo sul documento, ma pure sull’atteggiamento della maggioranza.
“Tutti gli emendamenti proposti sono stati discussi. Al di là delle critiche a questa coalizione, abbiamo approvato il bilancio in prima convocazione, sempre garantendo il numero legale. Non accadeva da tempo”.

Garantire la presenza è il minimo sindacale, seppure sia un passo avanti rispetto a Michelini, quando per mancanza di numeri le sedute di bilancio erano in seconda. Non le pare comunque poco il risultato finale?
“Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, con tutte le difficoltà incontrate nel primo vero bilancio nostro. Con il cambio di sindaco, dirigenti, revisori dei conti, consiglieri, assessori. Non è cosa da poco”.

Tuttavia, l’opposizione vi accusa d’avere approvato un bilancio vuoto.
“Non è un bilancio che fa sognare, ma nella situazione in cui ci troviamo è un punto da cui ripartire, rispetto a quello cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Mi pare che con tutte le difficoltà incontrate e una coalizione così ampia, abbiamo portato a casa il bilancio in modo dignitoso”.

Tranne rare eccezioni, avete bocciato tutte le proposte della minoranza, emendamenti per progetti che andavano dal recupero delle fontane storiche alla ristrutturazione di palazzo dei Priori o dell’ex corte d’assise. Non vi sono piaciute?
“La minoranza proponeva d’indebitarsi, contraendo mutui per realizzare gli interventi. A me pare più logico, provare a vendere immobili comunali che oggi rappresentano solo un costo per l’amministrazione e il ricavato destinarlo a progetti per la città. Prima di contrarre debiti che lasceremmo alle future generazioni, è un strada da tentare”.

L’alienazione di beni in passato non ha riscosso grande successo. Non si rischia un altro buco nell’acqua?
“Intanto proviamo a metterli sul mercato e vediamo. Se non si trovano acquirenti, allora possiamo pensare a contrarre mutui. Fossimo stati al quinto anno d’amministrazione potrei anche capire, ma siamo al primo, c’è tempo. Non tentare la vendita a me pare sbagliato”.

Il consigliere Alvaro Ricci (Pd) aveva proposto di realizzare opere attraverso la contrazione di mutui, impegnando risorse dall’imposta di soggiorno. È passato solo il parco termale. Le altre idee non hanno accolto il vostro favore?
“Erano apprezzabili, ma tra avere un’idea e realizzarla, ce ne passa. Si vuole vincolare per venti anni l’introito dell’imposta. Io prima, come detto, preferirei mettere sul mercato gli immobili, provare a vendere e trovare fondi. Come un qualsiasi padre di famiglia. Se deve affrontare una spesa, prima vende la casa al mare che non usa più e che magari gli costa soltanto. Invece, si propone di non vendere la casa e contrarre nuovi debiti. Le proposte di Ricci non erano sciocchezze. Una l’abbiamo anche approvata, ma un sistema basato su mutui per aprire cantieri, mi crea qualche perplessità”.

La consigliera Chiara Frontini (Viterbo 2020) vi accusa d’avere aumentato i costi della politica. Era proprio necessario?
“Sono rimasto stupito. Ho provato a cercare, ma quali siano queste cifre io non lo so. Non lo dico per fare polemica. Non ho proprio capito proprio a cosa si riferisca. Non abbiamo segreterie esterne, i gruppi non hanno nulla ed è stato bocciato pure l’emendamento per stanziare fondi. Non credo che si tratti di due fotocopiatrici sostituite, a meno che non abbia conteggiato i dipendenti del comune, ma quelli, appunto, sono dell’ente”.

Sulla piscina comunale? Altra occasione di scontro con l’opposizione.
“Una situazione surreale. In presenza di danni, proponiamo di escutere la polizza e la minoranza esce dal consiglio comunale. Sarebbero rimasti se avessimo approvato, come chiedevano, di stanziare fondi in bilancio. Direi che in via prioritaria proviamo a chiedere quei soldi a chi dovrebbe darli. Mettere prima le mani nelle tasche dei cittadini non mi pare logico”.

E la Tari che aumenta?
“Stiamo mettendo a posto i servizi, per la prima volta nel pef migliorano. Sui rifiuti, la realtà è che la regione ha aumentato la tariffa sullo smaltimento, il comune si è dovuto adeguare e la legge non consente che quell’aumento vada a finire nell’abbattimento della tariffa. In realtà è una partita di giro. L’aumento è servito a pagare altri servizi. Non si poteva fare altrimenti, lo stabilisce la legge”.

Giuseppe Ferlicca


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20 aprile, 2019

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