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Tribunale - Orte - Le fiamme potrebbero essere partite dal congelatore in cantina - Un anziano morì asfissiato - Parte civile il figlio della vittima

Palazzina in fiamme, in aula la testimonianza dei vigili del fuoco

di Maurizia Marcoaldi

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Orte – Nuova udienza per il processo che cerca di far luce sull’incendio divampato verso l’una e mezza della notte tra il 14 e il 15 marzo 2016 in una palazzina dell’Ater a Orte, in corso Garibaldi.

Ieri in aula, davanti al giudice Silvia Mattei, sono stati ascoltati alcuni testimoni tra cui i vigili del fuoco intervenuti sul posto.

Nel rogo morì asfissiato un 85enne, Luigi Stefanini. Imputato un inquilino dello stabile, difeso dall’avvocato Angelo Giuliani. Le fiamme potrebbero essere partite dal suo congelatore in cantina. Parte civile il figlio della vittima, assistito dagli avvocati Francesco e Roberto Massatani. 

Il processo è ripreso con alcune testimonianze.


Articolo: Ultraottantenne muore asfissiato nell’incendio di una palazzina, processo al via 


“Con la mia squadra siamo intervenuti all’incirca un’ora dopo l’inizio del propagarsi delle fiamme – ha raccontato in aula un vigile del fuoco –. Quando siamo arrivati l’incendio era già estinto. Ho fatto così il sopralluogo della struttura e ho fatto la relazione. Personalmente non ho visto la persona deceduta, era già stata portata via. Non abbiamo verificato da dove abbia avuto origine l’incendio. Quando l’incendio è in fase avanzata è difficile chiarire la zona interessata per prima dalle fiamme”. 

Il bilancio fu di un morto e 15 persone evacuate. Furono attimi drammatici. Troppo pericoloso passare dalle scale. I vigili del fuoco furono costretti a evacuare le persone rimaste intrappolate ai piani superiori della palazzina dalle finestre e dai balconi con l’aiuto dell’autoscala. Sotto le ambulanze pronte a trasferire in ospedale eventuali feriti.

Due gli appartamenti danneggiati e dichiarati inagibili, al primo e al secondo piano. Il corpo senza vita di Stefanini fu ritrovato nella camera da letto dell’appartamento al secondo piano, dove l’anziano viveva e dove è stato colto dal malore che gli è stato fatale dopo avere respirato il velenoso fumo sprigionato dall’incendio. Inutile ogni tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118, intervenuti sul posto assieme a carabinieri e vigili del fuoco.

Nella prossima udienza verranno ascoltati i periti delle varie parte. Fondamentale la loro analisi. Da chiarire se le fiamme siano divampate perché la cella frigorifera era stata collegata in maniera approssimativa alla corrente elettrica oppure a causa di un fatale corto circuito.

Bisognerà aspettare il 10 luglio.

Maurizia Marcoaldi 


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20 giugno, 2019

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