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Viterbo - Comune - Giulio Marini (FI) sulla situazione politica - Non lo preoccupa la Lega irrequieta e le possibili fuoriuscite dal suo gruppo

“Stentiamo ad andare avanti, verifica subito dopo il rendiconto”

di Giuseppe Ferlicca
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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo - La conferenza stampa sulla manovra economica - Giulio Marini

Viterbo – La conferenza stampa sulla manovra economica – Giulio Marini

Giovanni Arena e Giulio Marini

Giovanni Arena e Giulio Marini

Viterbo – “C’è qualcosa che non funziona, stentiamo ad andare avanti”. A un anno dall’insediamento dell’amministrazione Arena, pure Giulio Marini, capogruppo Forza Italia, stesso partito del primo cittadino, ammette che qualcosa va cambiato. Senza aspettare il turno di ballottaggio: “Che non riguarda Viterbo”, ma subito dopo l’approvazione del bilancio. “Già dalla prossima settimana”.

Un anno d’amministrazione e tirano venti di crisi in comune. Come valuta fin qui l’esperienza Arena a palazzo dei Priori?
“Non c’è da essere soddisfatti – spiega Marini – nemmeno il sindaco credo che lo sia, così penso, immedesimandomi nel suo ruolo. Qualcosa non funziona, capisco le difficoltà che ci sono state e che ci sono, ma vanno rimosse. Stentiamo ad andare avanti”.

La Lega in particolare è molto critica, chiede un rimpasto, un’inversione di marcia. E Forza Italia?
“Una visione ce l’ha pure Forza Italia, gli alleati sono quattro e che qualcosa vada cambiato, si sa”.

Quindi, rimpasto imminente?
“Ci possono essere cambiamenti in previsione, anche nell’immediato. Ma oggi, tutto quello che sento, le voci, nei fatti non c’è. Azzeramenti di giunta, rimpasti. Nessuno ha avanzato ipotesi. Ho incontrato il senatore della Lega Umberto Fusco, non mi ha prospettato nulla. Ha sottolineato come ci sia da migliorare la qualità del lavoro, rispetto a quanto visto finora. Lo avevo già detto io in tempi non sospetti. Che la situazione non sia soddisfacente è chiaro. Valutiamo le contromisure da prendere”.

Quali possono essere?
“Immaginiamo un gran premio di Formula1. Se le gomme non vanno o sono consumate, si cambiano. La nostra analisi è su tre fattori, il sindaco, gli assessori e la funzione amministrativa. Il quarto fattore, ovvero i partiti, possono solo essere da supporto”.

Rimpasto di giunta, revisione, messa a punto dell’amministrazione Arena, chiamiamola come si vuole, ma quando si farà? La Lega dice dopo il turno di ballottaggio a Tarquinia e Civita Castellana, quindi dopo il 9 giugno.
“Adesso abbiamo l’ostacolo del rendiconto il 4 giugno. Il ballottaggio con Viterbo non c’entra niente. Per cui, il 4 mattina approviamo il documento economico e se tutto va bene, il pomeriggio possiamo sederci attorno a un tavolo. Non c’è da aspettare turni di ballottaggio altrui, Viterbo necessita di risposte immediate”.

Non si corre il rischio che una coalizione così vivace, più che le gomme, rottami direttamente la macchina, ovvero, che alla fine l’amministrazione rischi di cadere, con relativo voto anticipato?
“Non vedo nei quattro partiti di maggioranza, l’intenzione di azzerare tutto e tornare al voto. Non ci sono partiti più scontenti di altri. Siamo in quattro, in quattro dobbiamo trovare le giuste soluzioni. Come detto, già dalla prossima settimana”.

Forza Italia in consiglio comunale rischia di ridursi ai minimi termini, si rincorrono voci di consiglieri in uscita verso altri partiti. Non la preoccupa?
“Non è questione di numeri. Tutti siamo utili e nessuno è indispensabile. Per mettere sotto assedio un’amministrazione comunale non servono sette o otto consiglieri. Ne bastano tre. Non occorre un plotone schierato, bastano poche reclute”.

Lei è il capogruppo di Forza Italia, partito di Giovanni Arena. Scomodo ruolo, tra critica e sostegno che deve al “suo” sindaco.
“Forza Italia è Forza Italia e il sindaco è il sindaco. Umanamente si comprende tutto, Arena è persona piacevole, cui tutti vogliamo bene, ma il partito è un’altra cosa. Non assumersi le responsabilità sarebbe scorretto nei confronti di tutti, sindaco compreso. È passato un anno e il supporto al primo cittadino non è mancato, ma occorre assumersi le responsabilità su quello che non va”.

Nel frattempo, dopo il caos provocato dal pignoramento, Arena è venuto a capo dell’intricata matassa Talete. Si trascinava da tempo. Forse il primo risultato che il centrodestra porta a casa.
“Certo, ma queste cose vanno programmate, non lasciate al caso. Giovanni è stato grande in questa vicenda. Dall’altra parte, nell’azienda abbiamo trovato la giusta responsabilità che ha consentito a tutti di uscirne indenni. È andata bene, siamo tutti soddisfatti, ma abbiamo comunque arrecato un disturbo a Talete e ai dipendenti, seppure temporaneo. Si poteva evitare, arrivando allo stesso risultato”.

C’è chi ci vede strane manovre per mettere in difficoltà il comune o la stessa Talete. È così?
“Non credo a queste chiacchiere, non c’è una regia occulta dietro per mettere in difficoltà amministrazione o Talete. Non credo proprio”.

Giuseppe Ferlicca


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3 giugno, 2019

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