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Viterbo - Antonella, disabile al 100 per cento, affetta da tetraparesi spastica dalla nascita deve rinunciare al sostegno dopo la rimodulazione del servizio da parte del comune

“Rinuncio all’assistenza domiciliare mio malgrado”

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Viterbo - Palazzo dei Priori

Viterbo – Palazzo dei Priori

Viterbo – (g.f.) – “Assistenza domiciliare, mio malgrado devo rinunciare”. Continuano ad arrivare segnalazioni, dopo l’approvazione del regolamento comunale che ha introdotto tariffe orarie ritenute eccessive da diversi utenti e scaglioni di reddito che rendono l’esenzione inaccessibile a diversi.

Viterbo 2020 continua a ricevere le lamentele e l’ultima in ordine di tempo è di Antonella Cocco.

“Sono affetta – spiega Cocco – da tetraparesi spastica dalla nascita e sono su una carrozzina, disabile al cento per cento. Purtroppo due anni fa ho perso mio padre. Oltre al dolore per la scomparsa di un caro, per me e mia madre ha significato anche perdere un prezioso supporto nell’affrontare le difficoltà di vita quotidiana legate al mio handicap”.

La situazione si è fatta complicata. “Vivo da sola con mia madre che ha più di settanta anni e pure lei non sta bene.

Circa due anni fa ha avuto problemi a una gamba ed è stata in carrozzina per due mesi. Per fortuna si è ripresa. Cammina e mi aiuta in tutto ciò di cui ho bisogno, ma si stanca facilmente e a volte ha qualche fastidio”.

Antonella del suo aiuto ha bisogno. “Non sono autonoma – continua Antonella – ho molta difficoltà nei movimenti e non riesco a stare in piedi da sola”.

L’aiuto che le dava l’assistente domiciliare era indispensabile. “Un punto di riferimento importante per noi. Per camminare con il deambulatore, o nell’aiuto a mia madre nei lavori più pesanti, o a me, per svolgere piccole mansioni in autonomia”.

Routine per chi è autonomo. Non per chi è costretto su una sedia a rotelle: “Come comprare un paio di scarpe, da sola non potrei provarle.

Per fortuna ho un lavoro part-time, ma il fatto di percepire un piccolo stipendio non dovrebbe significare avere l’assistenza a un costo troppo alto.

Ci sono molte leggi che tutelano i diritti dei più deboli. Per questo, quando arrivano questo tipo di provvedimenti rimango basita e amareggiata.

Per un disabile, avere un assistente significa essere libero. Il servizio deve essere garantito a chiunque ne abbia bisogno e non deve essere trattato come un lusso da concedere solo ad alcuni”.

Le amministrazioni dovrebbero prevedere fondi adeguati: “A un settore delicato e fondamentale come quello sociale dovrebbero spettare maggiori tutele e risorse economiche”.


Articoli: Maria Antonietta Coccia: “Costretta a rinunciare all’assistenza domiciliare anche se ne ho bisogno” – Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020): “Assistenza domiciliare troppo cara, molti utenti rinunciano”


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29 agosto, 2019

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