--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Case popolari - In aula due testimoni pesanti per l'accusa - Oltre a Pierluigi Bianchi, è stato sentito l'ex direttore provinciale dell'Inps sull'inquadramento del direttore generale-pensionato

Premi al personale Ater, l’ex commissario straordinario spiega come funzionavano nell’era Gigli

di Silvana Cortignani

Condividi la notizia:

Ugo Gigli

L’ex direttore delle case popolari Ugo Gigli

Il sostituto procuratore Michele Adragna

Il sostituto procuratore Michele Adragna

Viterbo – E’ ripreso con due testimonianze pesanti il processo a Ugo Gigli accusato di egstione personalistica dell’Ater.

Davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, il pm Michele Adragna – che ha ereditato il caso dal predecessore Renzo Petroselli – ha sentito due tra i più attesi testimoni dell’accusa. In aula, l’ex commissario straordinario Pierluigi Bianchi, ai vertici della case popolari da agosto 2013 alla fine del 2017, e l’ex direttore provinciale dell’Inps, Danilo Siddi, a Viterbo fino 28 febbraio 2017. 

E’ il processo per truffa, abuso d’ufficio, falso e violenza privata in cui sono imputati, a vario titolo, oltre all’ex dirigente 79enne, anche le dipendenti Antonella Zei e Simona Laureti, assistite dagli avvocati Matteo Moriggi e Luca Chiodi.


L’ex commissario Bianchi e la questione dei “premi” al personale

Nel corso dell’udienza, con Gigli difeso dagli avvocati Enrico Valentini e Massimo Bevere del foro di Roma, l’ex commissario Bianchi, su richiesta del pubblico ministero, ha parlato dei “premi” al personale, gli incentivi che venivano liquidati al direttore generale Gigli e ai dirigenti – in base a un piano definito prima nel bilancio di previsione, che non spettava al direttore generale ma al consiglio d’amministrazione – e poi da questi “erogati a cascata” a funzionari e dipendenti.

“I premi sono la parte variabile dello stipendio”, ha spiegato il teste, in riferimento ai cosiddetti “premi di risultato”, “incentivi alla progettazione” e “retribuzioni alla persona”. Bianchi avrebbe però rilevato delle criticità, “obiettivi generici e ripetitivi”, assegnando quelli già previsti per le annualità 2012 e 2013 e non pagando quelli relativi al suo primo anno di gestione, ovvero il 2014. “Dal 2015, dopo avere sentito anche i sindacati, ho dato via a un nucleo di valutazione, richiedendo anche che venissero individuati obiettivi più puntuali”, ha sottolineato.

Scoperto che gli “incentivi alla progettazione “dovrebbero essere assegnati al personale tecnico e non agli amministrativi, il pm ha fatto notare come siano stati ricevuti anche dalle dipendenti di area amministrativa Laureti e Zei. Ai tempi cui fa riferimento il capo d’imputazione non sarebbe però stato ancora in vigore il regolamento varato dopo l’introduzione del codice degli appalti. 


L’ex direttore dell’Inps e l’inquadramento “ballerino” del pensionato Gigli

Altro argomento caldo, l’inquadramento “ballerino” degli ultimi anni del pensionato Ugo Gigli. Ne ha parlato in maniera diffusa l’ex direttore dell’Inps, Danilo Siddi, spiegando come l’ex direttore generale fosse un normale dipendente subordinato fino al 31 dicembre 2004, quando è andato in pensione ma è rimasto alle case popolari come lavoratore subordinato co.co.co coi contributi in gestione separata dal 1 gennaio 2006 al 31 dicembre 2009 e poi nuovamente come dipendente subordinato dal 1 gennaio 2010 al 31 dicembre 2014. 

“Il problema è la pensione – ha detto il testimone – il 7 dicembre 2012 Gigli ha chiesto, in ritardo, la pensione supplementare di vecchiaia, pari a circa 300 al mese e 4mila euro all’anno, erogata a partire dal 1 gennaio 2013 ma non per gli anni precedenti, per i contributi a gestione separata. Poi, avendo maturato altro per via degli ulteriori contributi come lavoratore dipendente dal 2010 al 2014, ha fatto richiesta di un adeguamento della pensione, ma la pratica è rimasta inevasa, sia per l’inchiesta in corso, sia per problemi contributivi”.

Tutte questioni spinose e di non facile interpretazione, mentre lo stesso pm Adragna a un certo punto ha ammesso, confrontandosi con le difese che hanno chiesto l’acquisizione di ulteriori documenti, come il fascicolo del processo sia un “fascicolo mostruoso”. 

Si torna in aula il 22 ottobre,poi ancora il 4 febbraio e il 3 marzo, per sentire ulteriori testimoni. 

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
18 settembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR