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Sutri - Vittorio Sgarbi replica alla sua ex maggioranza e spiega i motivi della scelta di Lillo Di Mauro come vicesindaco

“Ma quale ribaltone? Sono loro che hanno spezzato la maggioranza”

di Francesca Buzzi

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Sutri - Lillo Di Mauro

Sutri – Lillo Di Mauro

Sutri – “Ma quale ribaltone? Sono loro che hanno spezzato la maggioranza”. Vittorio Sgarbi risponde per le rime a chi lo accusa di aver stravolto la sua squadra di governo chiamando come vicesindaco Lillo Di Mauro, fino a ieri capogruppo della minoranza, nonché suo diretto antagonista alle elezioni comunali di Sutri.

“Quello che chiamano ribaltone – chiarisce Sgarbi – è un cambiamento invece molto semplice. Ho sostituito Felice Casini, per altro membro esterno e che quindi non era stato nemmeno votato dai cittadini, con Lillo Di Mauro che ora garantisce per i suoi quattro consiglieri e mi permette di avere, finalmente, una maggioranza solida come non lo è invece mai stata con questi altri”.

Come a dire chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Per Sgarbi, infatti, Casini e i suoi prima di puntare il dito verso il sindaco dovrebbero guardare a quello che hanno fatto. “Ho dato loro tre mesi di tempo per ricompattare la maggioranza e non ci sono riusciti, ora di cosa si lamentano?” si chiede.

A Sutri, infatti, di cambi di casacca e di passi avanti e indietro tra maggioranza e minoranza ce ne sono stati molti nei mesi scorsi. E sono stati proprio questi ad esasperare il sindaco a tal punto da prendere una decisione così drastica. Decisione, però, ampiamente annunciata e “minacciata” da settimane che, quindi, non può essere accolta come una sorpresa.

“Tutto è cominciato quando ho proposto di istituire il prosindaco – spiega Sgarbi -, una figura che sarebbe stata senza stipendio ma che poteva portare enormi vantaggi. Avevo pensato all’ex sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, persona validissima che ci avrebbe aiutato a promuovere il turismo. La cosa non è piaciuta né all’opposizione, né a parte della maggioranza, che ha iniziato a sfaldarsi”. 

E’ per questo che Nunzia Casini e Matteo Amori sono passati in minoranza. “Per questo certo – rincara Sgarbi – e perché volevano un posto da assessore che non hanno avuto. Poi cosa hanno fatto? Sono tornati in maggioranza e ora si lamentano di qualcosa che chiamano ribaltone. Ma quale ribaltone? I consiglieri eletti sono tutti lì, gli assessori sono gli stessi, i componenti della maggioranza di prima nessuno li caccia. Quindi dov’è il ribaltone?”.

La maggioranza, di fatto, non c’era più da tempo. “E’ Casini che non è riuscito a ricomporla – affonda il sindaco -. La sua maggioranza, scelta da lui, come anche gli assessori, non c’era più. Erano rimasti soltanto due (Ferdinando Maggini e Roberto Zocchi), mentre altri due (Nunzia Casini e Matteo Amori) erano usciti e poi faticosamente rientrati. In più c’erano i tre assessori, che sono anche consiglieri, che non hanno più voluto aderire a questa maggioranza”.

Con Lillo Di Mauro, invece, Sgarbi ha trovato una nuova maggioranza di sette uomini che ora “è costituita con certezza e non più divisa in tre più quattro” assicura Sgarbi sollevato.

Infine, per il sindaco non sta in piedi nemmeno quanto gli viene contestato da un punto di vista strettamente politico, ovvero che Lillo Di Mauro sia un esponente del centrosinistra e che venga ora inserito in una giunta di centrodestra. “Forse Amori e gli altri – conclude Sgarbi – non si sono accorti che con uno del Pd ci hanno governato fino ad adesso: Stefano Proietti è del Pd e lo hanno scelto loro stessi. Di Mauro, invece, li informo che era candidato in una lista civica e non mi risulta che sia iscritto al Pd. Sono confusi sono localmente molto confusi…”.

Francesca Buzzi


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5 dicembre, 2019

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