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Duplice arresto per estorsione e usura - Rolex d'oro e migliaia di euro in contanti nascosti a casa del presunto strozzino - Il 13 gennaio l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Francesco Rigato

Pistola in pugno spaventavano le vittime

di Silvana Cortignani
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Salvatore Bramucci

Salvatore Bramucci

Giuliano MIgliorati

Il difensore Giuliano Migliorati

Il giudice Francesco Rigato

Il gip Francesco Rigato

Soriano nel Cimino – A casa di Salvatore Bramucci un “tesoretto” di diecimila euro in contanti nascosti più o meno sotto una mattonella e cinque orologi di valore tra i quali dei preziosi Rolex d’oro.

E’ lui, Salvatore Bramucci, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il pregiudicato 56enne arrestato all’alba di giovedì 9 gennaio dalla polizia assieme all’ex agente della penitenziaria Angelo Fortuna, di 39 anni, con l’accusa di usura ed estorsione aggravate e continuate in concorso.

Fortuna e Bramucci, quest’ultimo difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, compariranno lunedì mattina davanti al gip Francesco Rigato, che per entrambi ha fissato l’interrogatorio di garanzia presso il tribunale di Viterbo. 

Il “tesoretto”, come lo chiamano gli stessi investigatori, è stato sequestrato preventivamente ai fini di una eventuale successiva confisca. E stupisce la presenza, in un nascondiglio all’interno dell’abitazione di Soriano nel Cimino dove l’uomo, originario di Civitavecchia, vive con la moglie, di una così ingente somma di denaro e di tanti monili di così gran pregio. Anzi, non si esclude che possano esserci ulteriori “riserve” altrove. 

Secondo i pm Stefano D’Arma e Michele Adragna, i due presunti compari avrebbe intercettato soprattutto imprenditori in difficoltà, in un tessuto sociale, come quello viterbese, permeato dall’usura anche a causa delle difficoltà di accesso al credito da parte dei titolari di piccole aziende, imprese agricole o artigiane, studi professionali.

Bramucci e Fortuna avrebbero approfittato dello stato di bisogno delle vittime – quattro quelle finora accertate – facendo loro prestiti usurai e poi terrorizzandole per farsi restituire le somme pattuite in denaro o altri beni. 


Davanti alle vittime col caricatore in mano l’ex poliziotto

Per Bramucci, accusato anche di esercizio abusivo del credito, il gip ha disposto il carcere. Per adesso ha evitato di finire a Mammagialla, essendo ricoverato all’ospedale di Belcolle, dove è stato raggiunto dalla misura. Sta invece ai domiciliari Angelo Fortuna. L’ex agente, in un’occasione, davanti a una vittima sgomenta, messa sotto torchio da Bramucci, avrebbe fatto la sua parte stando da una parte in silenzio, ma armeggiando minacciosamente col caricatore della pistola.

Fino a poco tempo fa il 38enne stava nella penitenziaria, da dove sarebbe stato destituito a causa della valanga di assenze ingiustificate accumulate nell’arco dell’ultimo paio d’anni. Nel frattempo avrebbe fatto comunella con Bramucci, che avrebbe conosciuto per problemi di “liquidità” e continuato a frequentare sempre più assiduamente, perdendo il posto di poliziotto, ma proseguendo nell’attività di spaccio che gli avrebbe garantito ulteriori entrate.

La sua specializzazione sarebbe stato l’hashish, motivo per cui è indagato anche per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. 


A far scattare l’allarme un commercialista

A far scattare le indagini sarebbe stata la denuncia di un commercialista del comprensorio dei Cimini. Il professionista, che avrebbe fatto da tramite tra Bramucci e alcuni imprenditori suoi clienti in difficoltà, capito lo spessore criminale del soggetto, avrebbe segnalato il caso, temendo per le vittime.

Gli episodi abbraccerebbero un arco temporale vastissimo. Motivo per cui gli inquirenti ritengono possano esserci altre vittime, che magari in passato non hanno avuto il coraggio di denunciare, invitandole a farlo adesso che gli aguzzini sono caduti nella rete. 

I primi fatti contestati risalirebbero addirittura alla fine del 2010. Fino al 2015. Erano anni in cui elevatissimo era l’allarme usura tra i Cimini, sfociato nell’operazione Bobcat del 2007 e nella raffica di arresti del novembre 2009 da cui è scaturito il processo, ancora in corso, alla cosiddetta “banda dei canepinesi” e altri filoni. Gli anni in cui a livello nazionale e internazionale è esplosa la crisi.

Sarebbe il contesto in cui Bramucci, forte della sua conoscenza del comprensorio, avrebbe continuato a essere, secondo l’accusa, “strozzino di riferimento” delle aziende in crisi nonostante i precedenti.

Silvana Cortignani


Articoli: Estorsione e usura, in manette un pregiudicato e un ex agente della penitenziaria – “Gli arrestati incutevano estremo timore nelle vittime, particolare è la loro attitudine criminale”  – Estorsione, due arrestati all’alba


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 gennaio, 2020

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