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Tarquinia - È uno dei tredici arrestati di "mafia viterbese" - La vittima lo ha riconosciuto dalle foto comparse sugli organi di stampa

Capannone e camion distrutti dalle fiamme, tradito dal Dna Ionel Pavel

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Ionel Pavel

Ionel Pavel

Tarquinia - Le fiamme all'interno del capannone

Tarquinia – Le fiamme all’interno del capannone

Tarquinia - L'officina distrutta dalle fiamme

Tarquinia – L’officina distrutta dalle fiamme

Tarquinia - L'officina distrutta dalle fiamme

Tarquinia – L’officina distrutta dalle fiamme

Tarquinia – (sil.co.) – E’ Ionel Pavel, l’unico romeno tra i tredici arrestati dell’operazione Erostrato, il presunto autore del raid incendiario messo a segno nel luglio 2014 nella zona artigianale di Tarquinia.

A tradire Pavel, riconosciuto dalla vittima, le foto degli arrestati di “mafia viterbese” divulgate dagli organi di stampa e il profilo genetico tipizzato sei anni fa dalla scientifica. 

Sarebbe stato lui – 36 anni, operaio, residente a Canepina, presunto appartenente al gruppo criminale italo-albanese che avrebbe messo a ferro e fuoco Viterbo tra il 2017 e il 2018 – ad appiccare nell’estate di sei anni fa il rogo che incenerì un capannone adibito a rimessaggio e officina e 7 autotreni carichi di cereali, per un danno complessivo superiore a un milione e 200mila euro. 

Pavel è stato raggiunto martedì, nel carcere piemontese dove è recluso, dall’avviso di fine indagini preliminari della procura della repubblica di Civitavecchia per incendio doloso aggravato dal fatto di averlo appiccato su impianti industriali, cagionando alla vittima un danno patrimoniale di rilevante entità..

Difeso dall’avvocato Michele Ranucci, Pavel, cui viene contestata l’aggravante del metodo mafioso ma non l’associazione di stampo mafioso, è uno dei tre arrestati di Erostrato che hanno scelto di essere processati col rito ordinario.

In attesa della prima udienza del processo, fissata il 9 aprile davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone del tribunale di Viterbo, è detenuto ormai da un anno nel reparto di alta sorveglianza del carcere di Torino. 

A Tarquinia sulla scena del crimine, a luglio 2014, entrarono in azione gli esperti della polizia scientifica che nel corso del sopralluogo repertarono diverse tracce riconducibili al probabile autore dell’incendio doloso. 

Fu anche tipizzato un profilo genetico, rimasto “ignoto” fino al blitz antimafia del 25 gennaio 2019, quando la vittima, vedendo sugli organi di stampa le foto dei tredici arrestati, ha riconosciuto in Ionel Pavel uno dei sospetti incendiari, riferendo la circostanza agli investigatori del commissariato di Tarquinia. A quel punto è bastato comparare il profilo genetico di “ignoto” con quello di Pavel per avere esito positivo.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Articoli: Capannone e camion distrutti dalle fiamme, 36enne identificato dopo sei anni – Una porta sfondata e tracce di sangue – In fiamme officina, distrutti otto camion carichi di cereali
Fotocronaca: Officina in fiamme a Tarquinia


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8 febbraio, 2020

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