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Viterbo - I pm ipotizzano reati ambientali e i carabinieri hanno messo i sigilli a un laghetto formatosi a Colle Verde - Il sindaco Giovanni Arena: "Il sistema di scarico non funziona, c'è pericolo per la salute" - I residenti: "Odore infernale, qui rischiamo la vita" - FOTO E VIDEO

Liquami in strada Acquabianca, indagini e sequestro della procura

di Raffaele Strocchia
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Viterbo – Liquami in strada Acquabianca, indaga la procura di Viterbo. I magistrati ipotizzano una serie di reati ambientali, tra i quali l’inquinamento, e ieri i carabinieri del Noe hanno sequestrato una sorta di laghetto formatosi negli anni. Quello che il consigliere della Lega a palazzo dei Priori, Vittorio Galati, in una seduta comunale di fine gennaio ha definito “una fogna a cielo aperto”.

Ora quell’area, che si trova all’ingresso del complesso residenziale Colle Verde e a pochi metri dalla provinciale che dalla Quercia porta al Paparano, è circondata da lamiere e chiusa da un lucchetto. Sopra campeggia il cartello “Area sottoposta a sequestro”, a firma del comandante del Noe di Roma Mario Pellegrino. L’area è vasta. Da una parte sfiora la strada: strada dei Futuristi, da percorrere necessariamente per uscire da Colle Verde. Dall’altra è sormontata da un montìno di terra. Il liquido all’interno è scuro e in parte schiumoso, e gli arbusti che ci crescono dentro sono secchi. Se ci si avvicina, la puzza d’acqua stagna si mescola a quella tipica delle fogne.

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“L’odore è infernale – dice una donna che vive nel complesso residenziale -. È insopportabile d’inverno, figuriamoci d’estate… E in base a come tira il vento entra pure negli appartamenti. Un’aria malsana. Qui rischiamo la vita. Questa situazione è assurda e scandalosa, e va avanti da troppo tempo. Vivo qui da quattro anni e il laghetto c’è sempre stato. Ma ora sto pensando di vendere casa e di ritornare a Roma, perché qui il disastro è generale. È uno schifo. Siamo abbandonati da tutti”.



Prima del Noe, l’area è stata oggetto di almeno altri due sopralluoghi: quello della polizia locale e dei tecnici comunali del settore lavori pubblici e quello dei carabinieri forestali. Dal primo, datato 13 febbraio, è emerso un “impaludamento superficiale nell’area di trattamento dei reflui per subirrigazione”. Il Nipaf invece, che ha eseguito anche dei prelievi dei liquami, ha evidenziato “un forte odore” perché “una grande quantità di reflui (oggetto di analisi per la determinazione della composizione chimica) affiora nella zona un tempo dedicata alla subirrigazione dimensionata per cinquanta abitanti equivalenti, parametro assolutamente insufficiente rispetto alla pressione antropica attuale”.

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Ora a Colle Verde vivono più di cento famiglie. “Inizialmente – spiega il sindaco Giovanni Arena – era prevista la realizzazione di una rete fognaria che però non è mai stata fatta, né sono state poste in atto efficaci attività sostitutive per garantire l’igiene e la salubrità pubblica, con grave pericolo per la salute dei residenti e per l’ambiente”. Per questo il primo cittadino ha ritenuto “necessario e urgente” ordinare a chi di dovere almeno la “realizzazione di un impianto di depurazione per cinquecento abitanti equivalenti”. In quanto “l’impaludamento – sostiene Arena – è dovuto al malfunzionamento del sistema di scarico e di subirrigazione che appare sottodimensionato rispetto agli abitanti”.

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Prima dell’ordinanza del sindaco, sulla questione c’è stato un incontro voluto dal prefetto Giovanni Bruno, dopo che all’ufficio territoriale del governo erano arrivate segnalazioni su un presunto inquinamento nella zona, e la diffida del dirigente comunale Massimo Gai a provvedere “all’eliminazione dell’impaludamento, garantendo la funzionalità del sistema di scarico e la salubrità delle proprietà limitrofe, al fine di evitare situazioni di pericolo per la salute pubblica”, e a “effettuare immediatamente tutti i lavori necessari alla messa in sicurezza dell’area, previa interdizione alla cittadinanza”. Ma alla fine all’interdizione ci hanno pensato procura e carabinieri con il sequestro.

Raffaele Strocchia


Articoli: Il sindaco Giovanni Arena: “Liquami in strada Acquabianca, la società Colle verde farà il depuratore” – Vittorio Galati (Lega): “Strada Acquabianca sta diventando una fogna a cielo aperto…”


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26 febbraio, 2020

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