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Viterbo - Il profilo Facebook di Stefano Camilli, il vigilantes 46enne che si è tolto la vita al Pilastro, riempito di messaggi di cordoglio - Il suo funerale fissato per domani, sabato 9 maggio, alla chiesa del Sacro Cuore - Avviate raccolte fondi a sostegno della famiglia

“Tifa la tua Viterbese da lassù…”

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Stefano Camilli

Stefano Camilli

Viterbo – “Sei un uomo buono, tifa la tua Viterbese da lassù”. Sono messaggi pieni di dolore quelli lasciati sulla bacheca Facebook di Stefano Camilli, il vigilantes 46enne che, mercoledì all’alba, si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia. Una tragedia che ha lasciato incredule molte persone che di Stefano conservano un ricordo bellissimo.

Tra i tanti, quello dell’ex giocatore della Viterbese Matias Vegnaduzzo dal profilo della moglie: “Ho saputo la brutta notizia – scrive Romina -, e solo adesso riesco a scrivere… Sai, quando dico che Viterbo è parte della nostra famiglia, una delle prime facce che mi viene in mente è la tua! Te, insieme a Fabrizio Camilli Carlo Annese, Orlando… gli Antichi Valori, tutti… Se eravate voi, io mi sentivo protetta, sapevo che poteva andare ovunque… Sei stato sempre disponibile, amabile, vicino a me e alle bimbe se avevamo bisogno di qualcosa… Un uomo buono… e quello vuole dire tanto! Mancherai… R.I.P caro amico… Ti ricorderò sempre! Abbraccio forte Susanna Varga, Cristina e Manuel”.

“Ogni parola – scrive Elio – è totalmente superflua ed inappropriata per ricordare il vuoto lasciato dal nostro grande e caro amico Stefano Camilli. Il nostro abbraccio fortissimo va a Susanna Varga, alla nostra adorata Cristina e al dolcissimo Manuele – siete nei nostri cuori, e contate su di noi per tutto quello che vi potremmo aiutare, e insieme alla cara famiglia del CvVolley ed a tutti della Pallavolo Vt, per sollevarvi da questo profondo dolore“.

“Ciao Stefano – scrive il Volley Viterbo – ci sarà un posto vuoto tra gli spalti, ma resterai sempre nei nostri cuori. Riposa in pace”.

Il mondo del volley, lo sport praticato dalla piccola Cristina, figlia di Stefano, ha deciso di “fare squadra” intorno alla famiglia Camilli, organizzando una raccolta fondi partita dal presidente del Civitavecchia Volley, Viviana Marozza. Un’altra raccolta fondi è stata organizzata dal gruppo di tifosi della Viterbese “Antichi valori” di cui il vigilantes faceva parte. Fino al 10 maggio, sarà possibile portare al Rocchi un’offerta da destinare alla moglie e ai figli di Stefano.

Christian lo ricorda con una immagine che ritrae diverse magliette della brigata Etrusca, uno striscione Forza Viterbese, due foto e un foglio con su scritto “Ciao Stefano” e tra i commenti quello di Sergigno: “Fate in modo che gli si dedichi la curva del Rocchi!”.

“A me – dice Danila – piacevano tanto i cartoni della Disney e mi accompagnavi sempre a vederli e poi sei anche riuscito a portarmi a vedere la Viterbese. In due sul tuo Sì e i pomeriggi al corso sotto quell’archetto poi quel lungo periodo a casa con il ginocchio rotto… i nostri messaggi per salutarci, per un buongiorno come stai? Ultimamente abbiamo anche parlato di tante cose: gli aspetti della vita, il lavoro, figli, della preoccupazione del Covid, di me e mi hai detto: so che sei forte, ma io te lo dico uguale, non ti buttare giù”.

E Arianna: “Una delle persone più belle che abbia mai conosciuto… era nata una bella amicizia, essendo anche vicini di casa… quante chiacchierate, quante sigarette fumate insieme seppur separati da una recinzione… impossibile non volerti bene, impossibile non stimarti… ancora non ci credo, il dolore è forte… ci mancherai veramente tanto e mi stringo al dolore della tua famiglia. Un abbraccio e continua a tifare la tua viterbese da lassù”.

La tragedia si è consumata sotto casa di Stefano, in via Don Minzoni. A quell’ora, stava per andare al lavoro e indosso aveva la divisa di servizio. A poca distanza dalla macchina, un colpo di pistola puntato alla tempia, che gli è stato fatale, e poi un altro che si è conficcato a terra, nell’asfalto. Questi due rumori nel silenzio dell’alba hanno svegliato diverse persone che hanno allertato le forze dell’ordine.

Difficile capire le motivazioni di questo gesto. Da tempo pare che lamentasse segni di disagio, una situazione aggravata forse anche dalle pesanti restrizioni e dalla clausura forzata causate dalla quarantena per il contenimento del Coronavirus.

Non ha lasciato biglietti, ma pare che Camilli avesse raccontato ad alcuni amici della sua sofferenza, manifestando anche intenti suicidi.

Ieri pomeriggio è stata allestita la camera ardente all’ospedale Belcolle, mentre per l’addio a Stefano ci sarà da attendere fino a sabato con una cerimonia fissata per le 9,30 alla chiesa del Sacro Cuore.

In un messaggio, la Viterbese ha chiesto che Stefano “venisse sepolto in un clima di pace”. Rivolgendosi ai tifosi, non essendo stato possibile “ottenere una piccola concessione allo stadio” ha chiesto di non creare “seppur per amore, situazioni spiacevoli che vadano ad accentuare ancor di più il dolore della sua famiglia. In questo momento prendere denunce e multe non servirebbe a nulla”. 


Articoli: La Viterbese: “Lasciate che Stefano venga sepolto in un clima di pace…” Sabato mattina l’addio a Stefano CamilliUn colpo di pistola alla tempia poco prima di attaccare il turno –  Se ne va un tifoso buono, da quarant’anni al fianco della sua amata Viterbese – “Il tuo ricordo non potrà cancellarlo nemmeno il tempo, ciao Stefano!”  – Vigilantes si toglie la vita con un colpo di pistola – Fusco: “Se ne va un giovane uomo, un padre di famiglia, un serio lavoratore” – Arena: “Un uomo buono: padre, marito e tifoso gialloblù” – De Carolis: “Tutta la mia vicinanza ai familiari di Stefano per la tragedia che stanno vivendo” – Sberna: “Ci mancherà il suo sorriso buono” – I tifosi: “Raccolta fondi per la famiglia di Stefano Camilli” – Viterbese, i due video della vittoria in coppa Italia dedicati a Stefano Camilli


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8 maggio, 2020

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