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Viterbo - Bollino antifascista per gli spazi pubblici a Vallerano - Intervista a Mauro Rotelli sull'iniziativa e l'ingresso degli ex CasaPound in Fratelli d'Italia

“Troppo comodo dire ‘Sta zitto, fascista!’…”

di Stefania Moretti

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Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Viterbo – La “coperta di Linus dell’antifascismo” come pretesto per evitare la politica vera. La mozione appena approvata al comune di Vallerano non è nient’altro che questo, per il deputato viterbese di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli. Il consiglio comunale l’ha approvata ieri: prevede che chi chiede spazi pubblici al comune debba prima compilare un modulo in cui si dichiara antifascista. Mozione passata con i voti della maggioranza e senza quelli dell’opposizione, composta unicamente da consiglieri ex CasaPound, freschi di ingresso in Fratelli d’Italia. 

Che pensate dei contenuti di questo provvedimento?
“Penso che daremo la giusta riposta a questo atto amministrativo nei tempi e nei luoghi in cui deciderà Fratelli d’Italia. Tempi, luoghi e modi”.

Cioè?
“Cioè non seguiamo la polemica. Perché questo è per noi: una polemica artefatta. Decideremo noi quando rispondere a questo atto amministrativo. Sappiamo già in quali forme lo faremo. È un’iniziativa già fatta in tante altre parti d’Italia. Solo non è interessante per noi rispondere adesso”.  

E cos’è interessante, invece? 
“A noi interessa costruire un’alternativa vera, che voglia contendersi la vittoria alle urne con l’attuale amministrazione. È chiaro che tutto ciò non passa per una forza minoritaria. Passa attraverso un’apertura. Questi consiglieri adesso fanno parte di Fratelli d’Italia, dopo aver lasciato CasaPound. Sono benvenuti nella nostra comunità politica perché riteniamo che possano fare politica al meglio nel luogo in cui sono stati democraticamente eletti”. 

Eletti con CasaPound. Com’è avvenuto l’ingresso in Fratelli d’Italia? 
“Come in ogni partito. Funzionano tutti alla stessa maniera: le persone si iscrivono e sono nel partito. Parlano solitamente con qualcuno a livello locale, che è coordinatore provinciale del partito o segretario del circolo. Non c’è una ratifica da parte di qualcuno. Sarebbe alquanto antidemocratico. La partecipazione ai movimenti politici è ancora libera”. 

I militanti di CasaPound si definiscono “fascisti del terzo millennio”. Voi accettate l’ingresso nel partito di chi si dichiara fascista?
“Con me questi consiglieri non l’hanno mai fatto. Comunque hanno lasciato CasaPound e noi non abbiamo alcun rapporto con CasaPound. Non siamo fascisti, anche se ce lo dicono da quando facevamo l’università: ce ne siamo sempre fregati. Abbiamo sempre portato avanti le nostre idee. Pensatela come vi pare. Noi andiamo avanti con i nostri modi di fare politica. Poi a uno che si definisce fascista e vuole entrare nel partito, diremmo che è anacronista, ma nel partito lo accetteremmo. Ma soprattutto: le preoccupazioni della comunità di Vallerano sono queste? Non credo proprio”. 

Voi condannate la violenza? 
“Certo, scherziamo? La subiamo molto di più di quanto si possa immaginare. Ieri ho inaugurato a Terni una sede del partito che era stata completamente vandalizzata e qui parliamo di violenza alle cose. Figuriamoci se possiamo accettare la violenza sulle persone. Non giochiamo su quelli che sono valori fondamentali, che sono condivisi da tutti quelli che aderiscono al nostro progetto politico”. 

Uno degli attuali consiglieri di minoranza è stato condannato di recente per un fatto di grave violenza: l’aggressione a un ragazzo che aveva espresso critiche sui social a CasaPound. Come si concilia il suo ingresso in FdI con la vostra condanna di quella violenza? 
“Non ha perso i diritti politici. Siamo nel 2020, in Italia e in democrazia, perché va sottolineato che è stato democraticamente eletto. Persone che hanno commesso fatti violenti non devono essere escluse per tutta la loro vita dalla politica, soprattutto se hanno chiuso con quelle vicende e hanno preso altre strade. La gente cambia. Matura. Piuttosto, da questa vicenda si capisce che i veri reazionari non sono i membri dell’opposizione ma chi è in maggioranza, perché al fortificarsi di una destra capace, coerente e con contenuti, la sinistra si preoccupa e tira fuori lo spettro dell’antifascismo come la coperta di Linus, a mo’ di ultima speranza”.

Un pretesto strumentale per attaccare, insomma?
“Una coperta di Linus – frase di Giorgia Meloni – che è l’ultima cosa che rimane alla sinistra, non avendo argomenti. E cadrà anche quella. Perché è facile dire: ‘Sta’ zitto, fascista!’, ma queste persone ora fanno parte di un partito che esprime eurodeputati, deputati, consiglieri regionali, provinciali. E faranno un’opposizione qualificata come proviamo a farlo altrove. Queste persone da tempo si stanno qualificando per atti amministrativi sul business dell’accoglienza e degli Sprar, le proposte sul baratto amministrativo. Mi rendo conto che a qualcuno fa piacere considerarli in quel modo, ma poi c’è la politica. E io vedo la paura di un’opposizione che si sta strutturando. Se il sindaco ha fatto gli interessi della comunità sarà rieletto, altrimenti no. Lasci, però, che gli altri partiti facciano le loro valutazioni. Non serve scomodare fasi storiche”. 

Stefania Moretti


Articoli:  Vallerano, prima città della Tuscia col “bollino antifascista” – Di Maulo (CasaPound Viterbo): “La legge non vieta ai fascisti di fare politica” – Rifondazione comunista Vallerano: “Gli spazi pubblici solo a chi accetta il valore universale dell’antifascismo”


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28 giugno, 2020

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