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Politica - Approvata la mozione di Gianluca Gregori (Rifondazione comunista) - Per ottenere spazi pubblici bisognerà dichiarare di ripudiare il fascismo

Vallerano, prima città della Tuscia col “bollino antifascista”

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Vallerano

Vallerano

Vallerano – “Bollino antifascista” per Vallerano. 

Ieri il consiglio comunale ha approvato la mozione, presentata dal consigliere Gianluca Gregori, di Rifondazione comunista, con la quale si riscrivono le regole per concessione di spazi pubblici. 

Da oggi – più precisamente da ieri – in poi, chi vorrà ottenere una sala o comunque un ambiente di proprietà comunale per proprie iniziative dovrà dichiararsi antifascista. Compilare, in pratica, un modulo in cui conferma “di ripudiare il fascismo e il nazismo; di non professare e non fare propaganda di ideologie neofasciste; di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, propagandando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica”. 

Una mozione, com’è scritto nel testo, presentata “al fine di prevenire episodi e manifestazioni inneggianti ideologie fasciste, naziste e/o razziste” e “per ottenere uno specifico impegno al rispetto dei principi della Costituzione”. 

Non è un caso che Vallerano sia il primo comune viterbese a ricorrere a questo genere di provvedimenti. La minoranza è composta da Jacopo Polidori, Pierpaolo Armenti e Marco Ricciardi, quest’ultimo subentrato al sospeso e poi dimissionario Francesco Chiricozzi, l’ex consigliere comunale condannato in primo grado per lo stupro di Viterbo, nel 2019. Eletti con CasaPound alle amministrative 2018, presero 311 voti: l’equivalente del 21,59% delle preferenze. Un’enormità, complice anche l’assenza, in quella competizione elettorale, di una lista di centrodestra. Risultato: tre scranni in consiglio comunale alla formazione di estrema destra, per poi cambiare nome in “Vallerano tricolore” e, infine, transitare in Fratelli d’Italia. Il sindaco Adelio Gregori si chiede che ne pensino Giorgia Meloni e i rappresentanti del suo partito nella Tuscia e in Parlamento. 

“Noi pensavamo che l’aver aderito a un partito dell’arco costituzionale comportasse l’abbandono di certi estremismi: Fratelli d’Italia li ha accolti a braccia aperte e ne sono sbalordito – afferma Gregori -. Pensavamo che non avrebbero avuto problemi ad approvare una mozione che noi abbiamo sposato da subito, perché si riconosce nella Costituzione. Loro invece hanno votato contro”.

È lo stesso Gregori a dire che la mozione si imponeva a Vallerano: un segnale per respingere posizioni neofasciste che non appartengono alla maggioranza. “L’abbiamo approvata perché la condividiamo in tutto e perché, a Vallerano, abbiamo tollerato fin troppo – spiega -. Questo gruppo si è più volte dichiarato fascista con il proprio voto in consiglio comunale. Per esempio, dicendosi contro la condanna delle svastiche e scritte offensive ad Anna Frank in una scuola, o contro la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah. Volevamo ribadire quei principi costituzionali antifascisti il cui rispetto ci sembra scontato, ma evidentemente a Vallerano non lo è”. 

Ricciardi ha motivato il no della minoranza durante il dibattito in consiglio. “Si sono appellati alla libertà di pensiero – spiega il sindaco -. Hanno detto che non si sentiva il bisogno di questa ulteriore precisazione che ritengono una storpiatura. Ci hanno accusati di voler spaccare il paese. Quanto alla libertà di pensiero, mi permetto di ricordare che Polidori ha una condanna per una spedizione punitiva contro un ragazzo che criticava CasaPound. E non sono io a dirlo, ma la sentenza di un giudice”.

L’allusione è all’aggressione a pugni e cinghiate a un 25enne di Vignanello, costata a Polidori e a un amico la condanna a due anni e otto mesi. Un caso che finì sotto i riflettori della stampa nazionale per la sua ferocia: Paolo, il ragazzo pestato, si era solo permesso di scrivere su Facebook una frase ironica che prendeva in giro il movimento di estrema destra: “Chi scappa dalla guerra*, abbandonando genitori, mogli e figli, non merita rispetto. *Tipo il Duce”. Naso rotto e trenta giorni di prognosi. 


Articoli: Di Maulo (CasaPound Viterbo): “La legge non vieta ai fascisti di fare politica” – Rifondazione comunista Vallerano: “Gli spazi pubblici solo a chi accetta il valore universale dell’antifascismo”


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27 giugno, 2020

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