Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato di maltrattamenti in famiglia un quarantenne

“Sei una madre schifosa che vale meno di zero, ti faccio levare le bambine”

Condividi la notizia:

L'avvocato Samuele De Santis

Il difensore Samuele De Santis

Stupro al pub di Casapound - Il caso a "Chi l'ha visto?"

L’avvocato di parte civile Franco Taurchini

Viterbo – (sil.co.) – “Sei una madre schifosa che vale meno di zero, ti faccio levare le bambine”, avrebbe detto in continuazione alla ex, madre delle loro tre figlie, tutte in tenerissima età.

E’ finita nel peggiore dei modi, con un processo per maltrattamenti in famiglia a carico dell’ex compagno, la relazione durate tre anni, dal 2016 al 12019, tra una coppia di conviventi dalla quale sono nate tre figlie, la primogenita nel 2017 e due gemelline l’anno dopo, che erano ancora nella pancia della mamma quando la donna ha sporto le prime due denunce, poi ritirate sperando in un ravvedimento. 

Per l’uomo è finita con un processo, il divieto di avvicinamento alla ex e la frequentazione in modalità protetta delle figlie, per venti minuti a volta alla presenza di un’assistente sociale. 

Subito dopo Pasqua dell’anno scorso, e dopo avere trascorso un periodo a casa della madre, la vittima ha gettato la spugna, chiedendo la separazione, per la quale il giudice civile ha disposto una perizia su entrambi i genitori, per l’affidamento delle bambine, disponendo che entrambi seguissero un percorso psicologico. Ma esattamente un anno fa, a giugno 2019, la situazione sarebbe precipitata e la ex ha denunciato l’imputato per due episodi avvenuti nel giro di pochi giorni, il 15 e il 26 del mese.

Il processo col rito immediato è entrato nel vivo ieri con l’ascolto della vittima. Il 25 giugno è già prevista la sentenza. 


“Anche il taglio di capelli delle figlie era un pretesto”

Il 15 giugno 2019, una domenica, riportandole la primogenita, le avrebbe tirato i pannolini dentro il portone, insultandola con le solite frasi intimidatorie, ovvero “ti ammazzo, bastarda”, “tu sei una pazza”, “sei una madre schifosa”, “ti faccio levare le bambine”, e rompendo la serratura a spallate, mentre lei era barricata dentro. 

“Era dalla mattina che mi mandava messaggi provocatori, cerca sempre pretesti. Ce l’aveva on me per il taglio di capelli della bambina, tanto che gli ho scritto ‘invece  di pensare ai capelli, goditela’.  Verso le due e mezza me l’ha riportata, dicendo che aveva comprato lui i pannolini, al che gli ho detto ‘tienili per la prossima volta’, chiudendo il portone. Avevo in braccio la primogenita che dormiva quando ho sentito il botto, la bambina si è svegliata di soprassalto ed è scoppiata a piangere terrorizzata”, ha raccontato ieri davanti al giudice Giacomo Autizi la donna, una 35enne della provincia che si è costituita parte civile con l’avvocato Franco Taurchini, alla prima udienza del processo all’ex compagno, un quarantenne, difeso da Samuele De Santis. 


“Non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”

“Vivevo nel terrore, quando doveva venire a riportarmi le bambine, così facevo in modo di non essere mai sola. Il 26 giugno ha visto sotto delle biciclette, una del compagno di mia madre, così quando sono scesa mi ha aggredito minacciando ‘vedo che hai ospiti, dì ai tuoi amici che li prenderà tutti sotto con la macchina’ e poi ‘io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra’.  Era sempre così, aggressioni verbali e poi fisiche. Sono finita due volte al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia, una volta quando ero incinta delle gemelle e stavo per partorire, per questo ho ritirato la denuncia”, ha proseguito la parte offesa.

“Una volta, quando ero incinta delle gemelle ed ero tornata da mia madre, è piombato in casa, riportando la primogenita, si è spogliato completamente nudo ed è andato a fare la doccia in bagno con la piccola in braccio”.


“Sei una madre schifosa, vali meno di zero”

Anche adesso, durante gli incontri protetti, mette tra le cose delle figlie dei bigliettini intimidatori per me, sapendo che li troverò: ‘vali meno di zero’, ‘tu non sei una donna’, ‘fai del male alle figlie’, ‘ sei una cattiva madre'”. 

Sul tema dei messaggi e dei bigliettini sono giunti più volte ai ferri corti il difensore e il legale di parte civile, non essendo tutti agli atti, ma solo quelli relativi al periodo che va dal 15 giugno al 29 luglio 2019.  De Santis ha chiesto alla presunta vittima se ne avesse di recenti da mostrare e leggere in aula sul telefonino, Taurchini ha sfoderato il fascicolo di quelli agli atti del processo.

Il giudice, sottolineando come il tenore sia quello delle recriminazioni tra ex conviventi, ha spiegato come non ci sia stata violazione della misura cautelare, che vieta all’imputato di avvicinarsi alla ex, ma non di comunicare con lei. 


Nudo sotto la doccia con una delle bimbe in braccio a casa della suocera”

Un vicebrigadiere della compagnia dei carabineiri di Montefiascone ha sommariamente riferito delle tante chiamate in caserma: “Una volta, quando lei era dalla madre e incinta delle gemelle, si è messo sotto l’abitazione con la macchina di traverso, impedendo il passaggio, perché non gli davano la primogenita che, avendo fatto il vaccino, aveva la febbre”.

Altri episodi sono stati raccontati per sommi capi dal compagno della madre, un 67enne: “Lei aveva paura, le diceva sempre ‘schifosa, ti faccio levare le bambine’, non si teneva, ‘tu non sai fare la mamma’. Una volta, quando lei stava da noi incinta, è venuto a riportare la primogenita, si è spogliato e ha portato la figlia a fare la doccia con lui, completamente nudo a casa della suocera, abbiamo chiamato i carabinieri. Un’altra volta, lui poteva vedere le figlie solo in paese, è scappato in macchina, con una delle bambine a bordo, verso un altro paese, con me che lo rincorrevo per farlo tornare indietro e non riuscivo a stargli dietro. Dopo di che mi ha dato pure del pezzo di merda”. 

– “Io non ho paura né di te, né di quel pezzo di merda che sta sopra”

 

 


Condividi la notizia:
19 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/