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Il giornale di mezzanotte - Canepina - La donna, agli arresti da oltre un mese, continua a proclamarsi innocente - Avrebbe agito con due complici non ancora identificati - Svuotata la cassaforte con un tesoretto del valore di 200mila euro

Anziana legata e rapinata in casa, ricorre al riesame la presunta basista

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Carabinieri e 118

Carabinieri e 118

Il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici

Canepina – (sil.co.) – Anziana rapinata in casa a Canepina, pronta a ricorrere al tribunale della libertà la presunta basista del colpo. Agli arresti ormai da oltre un mese, la donna avrebbe agito con due complici non ancora identificati, svuotando la cassaforte al cui interno era nascosto un tesoro in preziosi e contanti del valore di circa 200mila euro. 

E’ l’ucraina di 43 anni, ex fidanzata del nipote della vittima, fermata dai carabinieri pochi giorni dopo il colpo messo a segno la notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio nell’abitazione di Liliana Barzocchi.

La vittima, vedova 91enne dello storico maestro Teo Pesciaroli, è stata ritrovata legata e imbavagliata la mattina successiva dalla badante straniera, da tempo alle sue dipendenze, nel frattempo rientrata dalla serata libera, nella sua abitazione di piazza Cavour, in pieno centro.

In azione sarebbero entrati tre banditi, oltre alla donna anche due uomini, entrati da una finestra sul retro al pianoterra del palazzetto, dove sono saliti in camera da letto cogliendo la vittima nel sonno e poi scappati dall’ingresso principale.

Sul posto 118 e carabinieri. Nonostante la notte da incubo, l’anziana è stata ritrovata in buone condizioni dai sanitari e non ha avuto bisogno di essere trasferita in ospedale. “Pensavo fosse mio figlio e invece erano i ladri”, ha raccontato ai militari, ricostruendo con grande lucidità l’accaduto. 

L’udienza è stata fissata per il prossimo 4 settembre, quando la presunta basista 43enne, che continua a proclamarsi innocente, salvo rinuncia, dovrebbe comparire davanti ai giudici del riesame di Roma per chiedere la revoca o un alleggerimento della misura. 

La donna, la cui presenza nei pressi della casa dell’anziana in orario compatibile con la rapina è stata rilevata dalle telecamere della videosrveglianza sparse in paese, avrebbe agito con due uomini, cui secondo l’accusa avrebbe rivelato la presenza della cassaforte, nascosta e ancorata al muro, da cui i banditi sarebbero riusciti ad asportare un piccolo tesoro in contanti, gioielli e altri oggetti preziosi, per un valore complessivo attorno ai 200mila euro.

Dei presunti complici e del bottino finora non sarebbe stata trovata traccia, mentre proseguono nel più stretto riserbo le indagini, coordinate dal pm Franco Pacifici per la procura della repubblica di Viterbo, per l’identificazione di tutti i responsabili. 

La 43enne sarebbe stata ripresa dalle telecamere del bar vicino a casa dell’anziana e dalle telecamere del comune mentre camminava per strada in direzione dell’abitazione dove è stata consumata la rapina. 

Riconosciuta come l’ex compagna del nipote della vittima, è stata subito sentita dal magistrato davanti al quale ha negato ogni addebito, ma sarebbe caduta più volte in contraddizione. Motivo per cui il weekend successivo alla rapina ne è stato disposto il fermo, convalidato dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto per la presunta rapinatrice la misura cautelare della custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Pacifici. 

 


Articoli: Anziana legata e imbavagliata, preso uno dei presunti rapinatori – La donna legata, imbavagliata e rapinata: “Pensavo fosse mio figlio e invece erano i ladri…” – Rapina in casa, anziana legata e imbavagliata per tutta la notte


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27 agosto, 2020

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