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Viterbo - Maria Grazia Chetta (Cgil), Maria Clara Aloisi (Cisl) e Silvia Somigli (Uil) ieri pomeriggio in piazza del Comune per contestare le scelte fatte dal ministero - FOTO E VIDEO

“Scuola, il concorso straordinario per i precari è una bomba pronta a esplodere”

di Daniele Camilli

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Viterbo – Precari della scuola, una bomba sul punto di esplodere. In pieno autunno e col Coronavirus alle calcagna. E con gli istituti che hanno riaperto le porte da poco. Alcuni per chiuderle subito dopo a causa del Covid.

L’appuntamento per il botto è fissato per il 22 ottobre quando dovrebbe avere inizio il concorso straordinario voluto dal ministero per la pubblica istruzione per 34 mila posti da docente riservato ai precari, cioè a quegli insegnanti che da anni lavorano senza alcuna forma di stabilizzazione, ossia un contratto a tempo determinato.


Viterbo - La manifestazione dei sindacati della scuola

Viterbo – La manifestazione dei sindacati della scuola


Trentaquattro mila posti, ma i precari che si sono iscritti al concorso sono 64 mila in tutta Italia, 150 nel viterbese. Per partecipare al concorso basta avere 3 anni di servizio. E a questo punto iniziano i guai. Perché? Perché questo concorso i sindacati non lo vogliono. Per il modo con cui è stato messo in piedi. Tant’è vero che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato, ieri pomeriggio, presidi in tutta Italia. Anche a Viterbo, in piazza del comune, davanti al palazzo della prefettura dove nel tardo pomeriggio sono stati ricevuti da Fabio Geraci, capo di gabinetto del prefetto Giovanni Bruno. 



Le ragioni per cui i sindacati non vogliono il concorso straordinario, chiedendo di poterlo innanzitutto posticipare, sono essenzialmente tre. “Una bomba pronta ad esplodere”, evidenziano i tre sindacati di categoria.


Viterbo - Maria Grazia Chetta della Cgil scuola

Viterbo – Maria Grazia Chetta della Cgil scuola


“Il primo – spiegano i segretari generali di Flc Cgil e Uil scuola, rispettivamente Maria Grazia Chetta e Silvia Somigli, e Maria Clara Aloisi della Cisl scuola -, perché il concorso non garantisce tutti i precari. Soprattutto quelli storici. Persone che insegnano da anni e che adesso devono affrontare un concorso ingiusto. Questi insegnanti hanno già dimostrato il loro valore e le loro competenze. Ma soprattutto lavorano nel mondo della scuola da anni, con grandi sacrifici e nessuna tutela”.

“Il secondo motivo – proseguono le tre sindacaliste – riguarda invece la situazione che stiamo vivendo. Il Covid ha ripreso a montare e fare un concorso con 64 mila persone, più le commissioni, che si devono spostare da tutte le regioni d’Italia per raggiungere la sede delle prove ci sembra quanto meno inopportuno, con tutti i rischi che ne conseguono per la salute delle persone. E non stiamo parlando solo degli insegnanti”.


Viterbo - Arianna Cricchi

Viterbo – Arianna Cricchi, precaria


Il terzo motivo. “Tra gli insegnanti precari che si sono iscritti al concorso – sottolineano Flc Cgil, Cisl e Uil scuola – molto probabilmente alcuni sono in malattia o in quarantena a causa del Coronavirus. Ecco, se il concorso si dovesse fare il prossimo 22 ottobre, molti di questi verrebbero esclusi e non per volontà propria”.


Viterbo - Maria Clara Aloisi della Cisl

Viterbo – Maria Clara Aloisi della Cisl scuola


Infine una promessa. “Se le cose dovessero restare così e il concorso si dovesse fare così come è – aggiungono Chetta, Aloisi e Somigli – faremo sicuramente ricorso”. Cosa che, in buona sostanza, significherebbe bloccare tutto. “I precari della scuola – dicono poi le sindacaliste – non hanno più bisogno di dimostrare niente a nessuno, in particolare modo chi nella scuola ci sta da molto più di tre anni”.


Viterbo - Silvia Somigli della Uil scuola

Viterbo – Silvia Somigli della Uil scuola


Una precaria storica è Arianna Cricchi, insegnante di lettere, anch’essa in piazza ieri pomeriggio con le tre sigle sindacali che hanno organizzato la manifestazione. Assieme a loro anche Brunella Marconi dello Snals e il sindacato Gilda. Ci sono inoltre i segretari confederali di Cisl, Fortunato Mannino, e Uil, Giancarlo Turchetti. A un certo punto arriva anche il sindaco Giovanni Arena per portare la propria solidarietà in veste di primo cittadino, ma soprattutto di insegnante in pensione.


Viterbo - Brunella Marconi dello Snals

Viterbo – Brunella Marconi dello Snals


“Sono precaria da 7 anni – racconta Cricchi -. E’ un lavoro che faccio con gioia e con passione. E con 120 chilometri di viaggio ogni giorno. Ma il concorso non valorizza il merito e non valuta la preparazione di un insegnante. Per noi precari storici è solo un terno all’otto. Non chiedevamo una sanatoria, ma dei percorsi con un esame in uscita e non in entrata come prevede il concorso”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: I sindacati in piazza – Video: Le ragioni del No al concorso straordinario

– La scuola scende in piazza del Comune per chiedere la stabilizzazione dei precari


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15 ottobre, 2020

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