Bagnoregio – Confermata anche in appello la condanna a 5 anni e 8 mesi di reclusione inflitta in primo grado allo chef 46enne originario di Capodimonte, Pierluigi Canuzzi, accusato di stalking, calunnia, detenzione di stupefacenti e danneggiamento ai danni della sua ex fidanzata, oggi 27enne, e dell’ex suocero.
Una vicenda che ha fatto scalpore. Il 46enne finì agli arresti domiciliari col braccialetto a Capodanno 2015-2016 perché, per vendicarsi della giovane, le ha aveva messo in macchina della cocaina, facendola arrestare dai carabinieri.
L’udienza si è svolta alla vigilia delle festività di fine anno, lunedì 21 dicembre, davanti ai giudici capitolini.
L’imputato è stato inoltre condannato – già dal giudice Silvia Mattei – a versare a padre e figlia, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Giovanni Labate, una provvisionale rispettivamente di 3mila e 10mila euro.
“E’ il giusto epilogo di una vicenda che ha amareggiato e frustrato un intero nucleo familiare”, ribadisce a distanza di quasi due anni dalla sentenza di primo grado del 16 gennaio 2019 il difensore di parte civile Giovanni Labate.
Prof dell’alberghiero, ha perso la testa per l’allieva più giovane di vent’anni
Drammatica la deposizione della vittima, sentita in aula il 3 marzo 2017. Quando si sono conosciuti – anno scolastico 2008-2009 – lei era una studentessa minorenne dell’alberghiero di Bolsena, lui il professore di cucina.
“Dopo la scuola mi ha assunta come cameriera nel suo ristorante di via Cardinal la Fontaine a Viterbo, poi in quello di Bolsena. Nel 2012 è andato a lavorare a Londra e ho tentato di chiudere. Ma mi ha detto che aveva il cancro e siamo tornati insieme”, ha spiegato la giovane al giudice di primo grado Mattei.
“Nel 2014 l’ho lasciato definitivamente ed è iniziata la persecuzione”, ha proseguito la 26enne. Fino all’arresto per droga nel settembre 2015, per cui si è ritrovata iscritta nel registro degli indagati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Per fortuna, grazie alle successive indagini, per lei è finita con l’archiviazione.
Fiamme sotto casa a Natale e fotomontaggi porno al padre
Nel mezzo minacce telefoniche e via mail alla giovane, al nuovo fidanzato, a colleghi di lavoro, amici e familiari. Pneumatici forati, cassonetti dati alle fiamme sotto casa dei genitori mentre erano a messa la sera della vigilia di Natale 2014.
Quindi le accuse di trafficare droga e peggio. Perfino al padre. “A mio padre mandava foto nude di attrici porno con sopra la mia faccia, minacciando di pubblicare video pornografici. E sempre a mio padre una volta ha scritto ‘Che si prova ad avere una figlia tossica? Adesso sta con lo spacciatore. Se la prendono, buttano la chiave’. Tutto quello che era possibile per screditarmi, farmi chiudere col fidanzato, farmi perdere il lavoro”.
Ai carabinieri: “La mia ex spaccia cocaina”
Per un periodo si è rifugiata a Firenze a casa di una cugina. Poi è tornata ed è scattato l’arresto per droga. “Tornavo a casa da Orvieto dopo una giornata all’outlet Valdichiana e una cena a Lucignano col mio ragazzo. Poco prima di Bagnoregio mi hanno fermato i carabinieri che hanno trovato della cocaina in macchina. Mi hanno portato alla caserma di Montefiascone dove hanno trovato altra droga sotto il sedile. Mi hanno portato in ospedale a fare le analisi, che sono risultate negative”, ha detto con ancora la voce rotta dalla paura.
Pochi giorni prima, la giovane aveva denunciato un tentativo di effrazione in auto, mentre lo chef – già pluridenunciato – si era recato dai carabinieri per fare una “soffiata”, denunciando a sua volta la ex come fosse una narcotrafficante. Troppo per non insospettire i militari che, coordinati dal pm Stefano D’Arma della procura della repubblica di Viterbo, lo hanno inchiodato alle sue responsabilità. Per l’accusa, era stato lui a comprare la cocaina a Roma e nasconderla sulla macchina della ex.
Silvana Cortignani
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