Farnese – (sil.co.) – Sospettati di pianificare rapine in villa. Sono i fratelli Marco e Paolo Pira, arrestati la mattina di sabato 12 dicembre dai carabinieri in seguito al sequestro di un fucile con la matricola abrasa e dieci munizioni clandestine.
I due noti allevatori d’origine sarda residenti a Farnese sarebbero indagati a piede libero dalla procura per tentata rapina. Anzi tentate rapine. Al plurale, in quanto gli inquirenti, che li avrebbero intercettati per mesi, sarebbero giunti alla conclusione che stessero pianificando una serie di colpi. Tra i quali anche rapine in villa, a danno di vittime che sarebbero state in alcuni casi già individuate. Si parla anche di una coppia di anziani facoltosi.
Dietro le sbarre dal fine settimana, il 40enne e il 48enne, difesi dagli avvocati Angelo Di Silvio e Giuseppe Picchiarelli, compariranno questa mattina in videoconferenza davanti al gip Rita Cialoni dalle carceri di Civitavecchia e Velletri, dove sono stati trasferiti per via del sovraffollamento di Mammagialla, sconsigliabile sempre e ancor di più in tempi di pandemia.
Potranno avvalersi della facoltà di non rispondere, rilasciare spontanee dichiarazioni oppure lasciarsi interrogare in merito alla detenzione del fucile e delle munizioni fuorilegge per cui sono stati arrestati. Un’arma, il fucile, che non si esclude possa essere stata utilizzata per commettere reati.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta, sono state condotte dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Tuscania. Entrati in azione con l’ausilio delle unità cinofile durante il blitz di sabato mattina.
Lo stesso pubblico ministero Siddi avrebbe chiesto la custodia cautelare anche per altre ipotesi di reato, ma il giudice per le indagini preliminari Cialoni avrebbe rigettato la richiesta, ritenendo non configurabile la tentata rapina. Mera fase ideativa,avrebbe motivato la decisione. Congetture, chiacchiere senza riscontri tali da giustificare l’arresto. Almeno per ora.
Il 28 luglio 2015, i fratelli Pira furono arrestati nell’ambito dell’operazione Terra madre con l’accusa di avere ammazzato a bastonate per ritorsione i cani dell’ex sindaco Dario Pomarè e di avergli devastato l’oliveto. Il sindaco, che oltre ad essere una delle cinque parti offese è anche parte civile nel processo, sarà sentito il prossimo 15 gennaio dal giudice Silvia Mattei.
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