Farnese – (sil.co.) – Sperano di uscire dal carcere per Capodanno i fratelli Marco e Paolo Pira. Sono stati arrestati il 12 dicembre per un fucile e una decina di munizioni illegali e sono indagati a piede libero per due tentate rapine che avrebbero pianificato ma non attuato tra la primavera e l’estate, subito dopo il primo lockdown per l’emergenza Coronavirus.
Dopo avere trascorso Natale dietro le sbarre, compariranno davanti ai giudici del tribunale del riesame per San Silvestro e qualora vengano accolte le istanze di revoca o alleggerimento della misura dei difensori Angelo Di Silvio e Giuseppe Picchiarelli potrebbero fare ritorno a casa in tempo per festeggiare l’ultimo dell’anno.
Il fucile con la matricola abrasa ritrovato all’interno di un ovile nelle campagne di Farnese, dove i due fratelli sono dei noti allevatori, secondo le indagini dei carabinieri coordinati dal pm Massimiliano Siddi, sarebbe dovuto servire a mettere in atto i due colpi, a danno di una facoltosa coppia del posto e di un uomo di Montefiascone, nelle cui abitazioni i Pira sarebbero stati convinti di trovare migliaia di euro in contanti.
Secondo le difese, quell’arma, di cui soltanto Marco Pira sarebbe stato a conoscenza, sarebbe stata destinata a difendere il bestiame da eventuali attacchi di branchi di lupi, particolarmente temuti dagli agricoltori della zona, dove negli ultimi tempi avrebbero fatto più volte strage di animali. Assolutamente estraneo alla vicenda, come ha detto al gip Rita Cialoni durante l’interrogatorio di garanzia, sarebbe Paolo Pira, che lavora a Montefiascone e nulla avrebbe saputo del ficile detenuto illegalmente dal fratello.
Per gli avvocati Picchiarelli e Di Silvio non ci sono gli estremi per la privazione della libertà, con il mantenimento della misura di custodia cautelare in carcere. Dopo il no del giudice per le indagini preliminari, ora proveranno a convincere i giudici del tribunale del riesame di Roma.
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