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Operazione Sottovuoto - Il nuovo arresto gli è stato notificato in regime di carcere duro - Undici le misure cautelari per sei albanesi e cinque italiani

Banda dello spaccio sul litorale romano, domani l’interrogatorio del boss Rebeshi

di Silvana Cortignani
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Ismail Rebeshi

Ismail Rebeshi


Roma – Banda dello spaccio sul litorale romano, domani l’interrogatorio di garanzia in seguito al nuovo arresto per Ismail “Ermal” Rebeshi, il boss finito in carcere due anni e tre mesi fa per droga e attualmente detenuto in regime di carcere duro per mafia.

Sono undici le misure cautelari, per sei albanesi e cinque italiani, al termine della maxinchiesta della procura capitolina che ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale che avrebbe gestito il traffico di ingenti quantità di stupefacenti tra Ardea e Pomezia. 

La misura di custodia cautelare gli è stata notificata l’altro ieri sera in carcere, dove il boss di mafia viterbese è detenuto in regime di 41 bis. E’ stato invece fissato alle ore 13,30 di domani, venerdì 12 febbraio, dal gip Amore del tribunale di Roma l’interrogatorio di garanzia del 38enne d’origine albanese, difeso dall’avvocato Roberto Afeltra, finito nuovamente in manette nell’ambito dell’operazione Sottovuoto messa a segno il 9 febbraio dalla squadra mobile della questura di Roma ( Sgominata banda di narcotrafficanti nella capitale, li riforniva il boss Ismail Rebeshi).

Accusato di essere il fornitore di una banda di criminali italo-albanesi, Rebeshi lo scorso 11 giugno è stato condannato in primo grado a 12 anni per associazione di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione Erostrato del 25 gennaio 2019 (Mafia viterbese, 13 anni e 4 mesi a Giuseppe Trovato e 12 anni a Ismail Rebeshi) e a 6 anni per spaccio a metà gennaio, nell’ambito dell’operazione Ichnos che il 26 novembre 2018 lo ha condotto in carcere, da cui non è più uscito (Fiumi di eroina e cocaina in Sardegna, 6 anni al boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi). 

L’inchiesta Sottovuoto riguarda il periodo compreso tra maggio 2018 e giugno 2019, durante il quale il gruppo sarebbe stato operativo sul territorio capitolino, con particolare riguardo alla zona sud del litorale della capitale nelle zone di Ardea e Pomezia. Complessivamente, l’attività d’indagine ha permesso di sequestrare una pistola semiautomatica, risultata rubata, 30 chili di marijuana, oltre mezzo chilo di eroina, 37 grammi di hashish, nonché materiale per il peso ed il confezionamento delle dosi.

 


Operazione Sottovuoto – Il video


Undici le misure cautelari per sei albanesi e cinque italiani. Oltre che per Rebeshi, il gip ha disposto il carcere per un altro indagato, anche lui albanese e anche lui già detenuto, M.M. di 37 anni.

Arresti domiciliari, invece, per due italiani: A.M. di 61 anni e F.S. di 37 anni. Quest’ultimo è l’uomo da cui hanno preso il via le indagini, quando è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di 9 chili e 415 grammi di marijuana, suddivisa in 9 confezioni, ciascuna del peso di un chilo, trasportate a bordo dell’auto da lui condotta e di sua proprietà.

Sono stati inoltre disposti 7 obblighi di firma a carico di tre italiani (M.M. di 29 anni e i fratelli D.F.A. e D.F.S., di 59 e 67 anni) e di quattro albanesi (E.L. di 25 anni, F.A. di 34 anni e i fratelli N.E. e N.A. di 33 e 31 anni). 


Operazione "Sottovuoto"

La pistola semiautomatica sequestrata


Ai vertici della banda ci sarebbe stato un albanese, conosciuto come Lele, “soggetto di notevole caratura delinquenziale”, il quale ad ogni trattativa si sarebbe recato armato di pistole con il colpo in canna.

Secondo le intercettazioni, nonostante la “notevole caratura delinquenziale”, avrebbe avuto paura di Rebeshi. “Io stavo per spararmi con quello di Viterbo per questo mi sono raffreddato”, avrebbe detto riferendosi a Ermal, come lo chiamavano i sodali. 

Lele si sarebbe inoltre servito di due connazionali, Florian e Giorgio, per fare da tramite coi fornitori – il principale dei quali sarebbe stato il boss Rebeshi – nella fase logistica, dai mezzi per il trasporto dello stupefacente ai “nascondigli”, tra cui un’azienda agricola in zona Laurentina, i cui titolari si erano resi disponibili.

Silvana Cortignani


Operazione "Sottovuoto"

Operazione “Sottovuoto” – La droga confezionata


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11 febbraio, 2021

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