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Tribunale - Al setaccio le chat Whatsapp col 26enne falisco che, secondo l'accusa, l'avrebbe usata come pusher

Morte di Laura Chirica, la perizia del Ris non chiarisce se sia lei “Scemotta”

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Laura Chirica

Laura Chirica


Montefiascone – (sil.co.) – Morte di Laura Chirica, la perizia sul telefonino del presunto pusher falisco non chiarisce se sia lei “Scemotta”.

E’ stata passata al setaccio dagli specialisti del Ris di Roma la chat tra la 17enne d’origine moldava di Orvieto precipitata il 14 febbraio 2017 da un palazzo di Roma e il 26enne della provincia di Viterbo che pochi giorni prima avrebbe ceduto alla minorenne hashish per 750 euro. 

Lui è l’operaio di Civitella d’Agliano arrestato il 27 febbraio di quattro anni fa dai carabineiri di Montefiascone e tuttora sotto processo davanti al collegio con l’accusa di spaccio aggravato. Laura Chirica sarebbe stata una sua pusher. Finora erano rimasti fuori del processo i contenuti delle chat WhatsApp tra “Leo” e “Scemotta”. “Scemotta”, secondo l’accusa, sarebbe stato il nomignolo  con cui il 26enne chiamava la ragazza. 

Laura Chirica è la 17enne d’origine moldava di Orvieto precipitata il 14 febbraio 2017 da un palazzo di Roma e deceduta senza mai riprendersi la mattina dopo al policlinico Umberto I. Una tragedia archiviata come suicidio. Non per la madre Ana, secondo cui la figlia, che lei chiama ancora affettuosamente Lally, è stata uccisa. Del caso si è occupato più volte “Chi l’ha visto?”.

Lo scorso 9 dicembre il collegio ha disposto una perizia sul telefonino sequestrato a suo tempo all’imputato, affidandola al maggiore Giovanni Giuseppe Domenico Torcasso del Ris di Roma. 

l militare, comandante del reparto adibito alle investigazioni informatiche, ha depositato una copia forense dei contenuti dello smartphone del 26enne, effettuando anche la “trascrizione integrale cartacea” dei messaggi scambiati tra dicembre 2016 e febbraio 2017, in entrata e in uscita sulla chat “Scemotta”. 

Ma non avrebbe verificato l’identità dei nomi riportati. Glielo ha chiesto nell’udienza di mercoledì il difensore Marco Valerio Mazzatosta. “Io, ad esempio, potrei avere in chat un contatto ‘papa Bergoglio’, che però potrebbe nascondere il nome dell’amante. Avete verificato l’identità dei nomi?”, ha chiesto il legale, ma il “quesito” non era tra quelli posti dal tribunale.

Mazzatosta ha quindi rinunciato agli ultimi due testimoni della difesa, chiedendo di discutere il processo. La sentenza, salvo imprevisti, è stata quindi fissata per il prossimo 6 giugno. Pm Chiara Capezzuto.


Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta


L’ultimo messaggio la mattina del suicidio

Gli investigatori hanno rinvenuto un foglietto manoscritto con nomi di persone e cifre relative alla cessione di stupefacenti, più delle chat WhatsApp sul cellulare sequestrato aventi per oggetto la cessione di droga. Dal telefono sono state estrapolate 19 immagini dell’imputato e altre persone alle prese con lo stupefacente e 15 chat

Il presunto scambio di messaggi tra Laura e il 26enne di Civitella D’Agliano va dal 19 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017. L’ultimo la mattina di quello che secondo gli inquirenti è stato un suicidio. Sulla chat la 17enne compare con lo pseudonimo di “Scemotta”. Lui è semplicemente “Leo”. Ma quella chat, passata nel corso delle indagini sulla morte della 17enne dai carabinieri di Montefiascone alla polizia di Orvieto e poi al commissariato romano di Porta Pia, non faceva parte del fascicolo del processo.


Benzinaio e spacciatore sulla Umbro-Casentinese

Il 27 febbraio di quattro anni fa, l’imputato fu bloccato in flagranza presso l’area di servizio sulla Umbro-Casentinese dove avrebbe fatto contemporaneamente il benzinaio e lo spacciatore. Addosso gli trovarono 4 dosi di hashish per un totale di 10 grammi. Nella sua abitazione, all’interno di un marsupio consegnato ai militari dallo stesso indagato, altri 150 grammi di hashish, divisi in tre panetti più il materiale per il confezionamento della droga. 


Articoli: Sotto la lente del Ris la chat Whatsapp tra “Leo” e “Scemotta” – “Scambio di messaggi col pusher la mattina in cui è precipitata dal settimo piano” – Hashish alla 17enne di Orvieto morta a Roma, giovane a processo – Beccato con 150 grammi di hashish, arrestato

 


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5 marzo, 2021

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