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Viterbo - La segretaria generale del sindacato: "Il tribunale ha deciso in questa direzione e non si torna più indietro, in ballo il futuro di 20 lavoratori"

Elvira Fatiganti (UilTucs): “La società Aquilanti verso il fallimento, il più grande nella storia della Tuscia”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “La società Aquilanti verso il fallimento. Due lavoratori e due fornitori hanno fatto istanza e il tribunale di Viterbo ha deciso in questa direzione. In direzione del fallimento e della chiusura definitiva di un fondamentale pezzo di storia del territorio di Viterbo e della Tuscia”. A dare la notizia è la segretaria generale della UilTucs Elvira Fatiganti.

“E’ il più grande fallimento di un’azienda nella storia economica della città – ha detto Fatiganti -. Un’azienda che appena tre anni fa contava oltre duecento dipendenti su tre regioni. Ne sono rimasti 30, di cui 13 a Viterbo e gli altri tra Roma e Follonica in Toscana. E’ una vera e propria tragedia lavorativa. Un fallimento dell’azienda e di un intero territorio. Un’azienda che è stata leader del settore della termoidraulica da decenni. Ancora non ce ne rendiamo conto”.


La segretaria della UilTucs Elvira Fatiganti

La segretaria della UilTucs Elvira Fatiganti


La notizia dell’avvio delle procedure di fallimento “è arrivata nel pomeriggio di ieri – prosegue la segretaria della UilTucs, il sindacato dei lavoratori del commercio – con un Pec del tribunale. A fare istanza due creditori e un paio di lavoratori per recuperare quanto gli è dovuto e perché probabilmente non hanno creduto al piano di rilancio messo in campo dall’azienda. Un percorso sul quale, come sindacati, abbiamo più volte espresso delle perplessità”.

“Un progetto ambizioso. Ci crediamo?… dobbiamo crederci, perché per noi i tempi non ci sono”. Avevano infatti dichiarato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs il 24 maggio di quest’anno dopo che il giorno precedente a Villa Sofia, Viterbo, la Holding Revolution-Gruppo Paolini Aquilanti aveva reso noto l’accordo raggiunto tra la Holding Revolution di Cristian Errichiello e Lorenzo Elisei, il gruppo Paolini di Marco Cosimetti e di Luca e Stefano Paolini, e infine l’azienda Aquilanti rappresentata da Alfredo Aquilanti. 


Aquilanti

Aquilanti


“A breve inizierà la procedura che porterà al fallimento – spiega Elvira Fatiganti -. Il tribunale ha deciso in questa direzione, e non si torna più indietro. Adesso il curatore fallimentare dovrà prendere la documentazione e decidere come chiudere i rapporti con i lavoratori. Fermo restando che c’è anche una cassa integrazione in atto per una decina di dipendenti che durerà fino all’inizio di settembre. Ancora non sappiamo se questi lavoratori potranno proseguire con la cassa integrazione e successivamente interrompere il rapporto. Sarà il curatore a deciderlo. Curatore che, con il fallimento, prenderà in mano l’azienda facendo un inventario dei beni per poi passare a saldare i debiti”.


Viterbo - I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti Donatella Ajala (Filcams Cgil), Elvira Fatiganti (UilTucs) e Guido Calà (Fisascat Cisl)

Viterbo – I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti Donatella Ajala (Filcams Cgil), Elvira Fatiganti (UilTucs) e Guido Calà (Fisascat Cisl)


Dopo una lunga fase di crisi e il tentativo di inserire nella compagine societaria nuovi soggetti imprenditoriali, a Natale sembrava che la Aquilanti, storia società di termoidraulica del centro Italia con oltre 50 anni di storia sul territorio, dovesse essere liquidata e i lavoratori messi in disoccupazione. A fine anno, invece, la notizia dell’ingresso di un nuovo soggetto imprenditoriale, il gruppo Paolini, con il tentativo di salvataggio dell’azienda.

“Era chiaro fin da subito – ha poi commentato Fatiganti – che la strada era più che tortuosa. Abbiamo cercato in tutti i modi di trovare soluzioni condivise. Abbiamo coinvolto il prefetto che ha anche aperto un tavolo tecnico a palazzo del Governo dimostrandosi sempre sensibile alla questione”.

Che farà adesso il sindacato? “Il sindacato – risponde Fatiganti – accompagnerà i lavoratori verso la disoccupazione, facendo da intermediario con il curatore fallimentare. E in ballo c’è il futuro di venti dipendenti. Venti famiglie”.

Infine il segretario della Fisascat Cisl Guido Calà. “Purtroppo era uno dei segnali possibili. Il meno auspicabile, ma quello possibile. Cercheremo di capirne le ragioni di questa decisione appena avremo la documentazione ufficiale tra le mani”.

Daniele Camilli


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9 luglio, 2022

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