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Elezioni politiche - Viterbo - La segretaria provinciale dei democratici dopo le decisione prese dalla direzione nazionale per le politiche di settembre: "Non candidare Panunzi, significa solo depotenziare il partito"

Manuela Benedetti (Pd): “La scelta di Madia ci rammarica e Mazzoli non risponde alla richiesta del territorio”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “La scelta di Madia ci rammarica e Alessandro Mazzoli non risponde alla richiesta del territorio. Non candidare Panunzi, significa solo depotenziare il partito”. La segretaria provinciale del Partito democratico di Viterbo, Manuela Benedetti, è durissima nei confronti delle scelte fatte dalla direzione nazionale del Pd in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. “le province – ha detto – sono state schiacciate da Roma”.

Scelte, come quella di preferire Marianna Madia al consigliere regionale Enrico Panunzi, come capolista al plurinominale alla camera, l’unico collegio sicuro per il Pd nella Tuscia, danno per Benedetti soltanto l’idea di “un partito distante che risponde solo a logiche di posizionamento. Inoltre, ancora più grave: tutte le candidature eleggibili sono romane. I candidati delle province sono stati messi solo su collegi dove sarà molto difficile essere eletti”. Scelte che per la segretaria Benedetti “non si comprendono”. E non danno “nemmeno la spinta giusta per le elezioni”. E non è detto, anche se Benedetti gira attorno alla domanda, che il Pd della Tuscia lavori per la candidatura di Mazzoli e Madia. 


Manuela Benedetti

Manuela Benedetti


Segretaria Benedetti, cosa è successo con la candidatura di Enrico Panunzi alla camera?
“Partiamo da un dato. A Viterbo avevamo fatto una direzione allargata, con sindaci, amministratori, coordinatori e dirigenti di partito in cui chiedevamo rappresentatività per il territorio in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. E questo semplicemente perché nella legislatura che sta finendo la Tuscia, per quanto riguarda il Pd, non è stata rappresentata. Una rappresentanza all’interno del parlamento è importante per portare avanti le istanze del territorio. Una direzione che aveva individuato nel consigliere regionale Enrico Panunzi il candidato ideale cui chiedere di mettersi a disposizione. Consapevoli del lavoro che ha portato avanti in tutti questi anni in regione. Dopodiché Panunzi non è stato più candidato come capolista. Anzi, non è più nemmeno candidato. Gli si è preferita Marianna Madia”.

Una scelta che vi soddisfa?
“Una scelta che non solo non ci soddisfa, ma ci rammarica. In questo modo il partito non ha la possibilità di crescere. Anzi, l’impressione che si dà è quella di un partito distante che risponde solo a logiche di posizionamento. Inoltre, ancora più grave: tutte le candidature eleggibili sono romane. I candidati delle province sono stati messi solo su collegi dove sarà molto difficile essere eletti”.

C’è pure Alessandro Mazzoli…
“La candidatura di Mazzoli non risponde alla richiesta del territorio. Il territorio si era espresso su una figura che potesse allargare il campo del Pd. E l’unica figura è quella di Enrico Panunzi. Proprio per l’impegno che ha avuto in questi anni nel suo ruolo istituzionale. Se invece metti una persona da Roma senza dare ascolto alle istanze territoriali, non hai nemmeno la spinta giusta per le elezioni. Perché le scelte che sono state fatte non si comprendono”. 

Questo significa che il Pd di Viterbo non sosterrà Madia?
“Per il momento c’è un forte rammarico. Nei prossimi giorni si riuniranno gli organismi per discutere queste scelte che ci sono cadute addosso dalla direzione nazionale”.

Con quali conseguenze?
“In questo momento abbiamo bisogno di discutere, perché c’è un dispiacere vero per il fatto di non essere stati ascoltati. E’ vero che il numero dei parlamentari si è dimezzato e sono stati riviste i collegi, ma le province sono state schiacciate da Roma”.


Manuela Benedetti

La segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti


Come è nata la proposta di candidatura di Panunzi?
“Va chiarita una cosa. Noi chiedevamo innanzitutto una rappresentatività per la provincia di Viterbo. Cosa che manca nella legislatura che sta finendo. Altra proposta, oltre a quella di Enrico, non c’era. Quindi, la disponibilità ad Enrico a candidarsi l’abbiamo chiesta noi, allargando la direzione a tutta la base del Pd. Poi è successo quello che è successo. E stiamo ancora aspettando le motivazioni”.

Pare ci sia stata una reazione molto forte da parte di quasi tutti i circoli della Tuscia, molti dei quali avrebbero scritto al segretario regionale Astorre per tutta la giornata di domenica. Prima che iniziasse la direzione nazionale dove poi sono state ufficializzate tutte le candidature. E’ andata così?
“Sì, è così. C’è stata una risposta molto forte”.

Ci saranno dimissioni da parte di sindaci e amministratori? Circolava voce che se Panunzi non fosse stato capolista alla camera qualcuno avrebbe fatto questa scelta…
“Qualcuno ha manifestato fortemente questa intenzione. Questa settimana faremo una direzione e vediamo quello che esce fuori. Per il momento il malcontento c’è ed è forte”.

Ve lo aspettavate?
“Speravamo di no, anche se nel fine settimana era chiaro. le scelte che sono state fatte sono state scelte sbagliate. Non candidare una persona che sul territorio hanno così tanto radicamento, e che negli anni hanno dimostrato la propria forza elettorale, significa solo depotenziare il partito. Con le regionali alle porte”.

Daniele Camilli 


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18 agosto, 2022

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