Prostituzione – Controllo dei carabinieri
Monterosi – Stupratore seriale di lucciole tradito dal dna, salta testimonianza vittima.
Accusato di essere uno stupratore e rapinatore seriale di prostitute, a marzo potrà fornire la sua versione dei fatti ai giudici del collegio del tribunale di Viterbo davanti ai quali è finito in seguito alla denuncia di une della presunte vittime, una lucciola che avrebbe intercettato a Monterosi, il cui racconto è risultato analogo a quello di altre “colleghe” per cui l’imputato è finito sotto processo anche altrove.
Il processo di Viterbo a carico dell’uomo, un pregiudicato 45enne di Bracciano, si è aperto l’8 ottobre 2020. E’ stato arrestato a settembre 2019, tre anni dopo aver rapinato e violentato la lucciola di Monterosi, con l’accusa di tre violenze ad altrettante prostitute, per due delle quali competente Tivoli. Una fu trovata in stato di choc in un’area rurale di Campagnano, aggredita all’inizio del 2019.
La prostituta di Monterosi, una donna d’origine romena che si è costituita parte civile con l’avvocato Anna De Cesare, su richiesta del pm Michele Adragna, avrebbe dovuto essere interrogata in aula lo scorso 20 dicembre ma, nonostante sia emerso che si troverebbe tuttora in Italia, in tribunale non si è presentata, per cui l’udienza è stata rinviata a marzo, quando l’imputato potrà, se vorrà, farsi interrogare, quindi è prevista la sentenza.
Prima di Natale il 45enne era a Viterbo, a fianco del difensore Carlo Taormina. L’imputato, per identificare il quale è stato decisivo il test del Dna, sostiene da sempre che ci sia stato un clamoroso scambio di persona.
Tribunale di Viterbo – L’avvocato Carlo Taormina
Violentata per strada e in macchina
Avrebbe costretto la prostituta che si è costituita parte civile nel processo di Viterbo a un rapporto orale in mezzo alla strada strattonandola per i capelli e spingendole con forza la testa sui suoi genitali. Poi l’avrebbe spinta all’interno della vettura e l’avrebbe violentata, obbligandola a un rapporto sessuale completo senza protezione.
Secondo l’accusa, sarebbe successo il 15 marzo 2016 a Monterosi e la donna, dopo essere stata violentata e rapinata, sarebbe stata lasciata nuda in aperta campagna.
Maniaco fotografato su una Smart grigia
La vittima dopo avere sporto querela si sarebbe quindi confidata con un’altra prostituta, a sua volta aggredita a Capena nel febbraio 2018, la quale, incoraggiata a denunciare, ha consegnato agli investigatori, coordinati dalla procura di Tivoli, una foto scattata al suo aguzzino e alla sua Smart di colore grigio, quando si sarebbe ripresentato nella sua “zona” in cerca di prestazioni.
Dna dell’imputato su una delle vittime
Sugli abiti della seconda vittima, la prostituta aggredita a Campagnano, ricoverata con codice rosa al san Filippo Neri, sono state rinvenute tracce biologiche dell’uomo che l’aveva aggredita. Le foto e l’analisi del Dna hanno permesso di risalire al 45enne, risolvendo anche il caso di Monterosi.
Un solo modus operandi
Il modus operandi, secondo l’accusa, sarebbe stato sempre lo stesso. Il 45enne si sarebbe mosso con una Smart grigia a caccia della vittima di turno. Dopo averla fatta salire, si sarebbe fermato con l’auto in campagna, costringendola ad avere rapporti sessuali non protetti, rapinandola di soldi e cellulari e abbandonandola in un’area isolata.
Silvana Cortignani
Articoli: Stupratore seriale di lucciole, una delle vittime lasciata nuda in mezzo alla strada – Alla sbarra stupratore seriale di prostitute, avrebbe violentato e rapinato tre lucciole – Arrestato stupratore seriale, tra le vittime anche una donna di Monterosi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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