Civitavecchia – (p.cas.) – L’ultimo saluto ad Alberto Motta, il vescovo Ruzza: “Amavi la Lazio, ora vola in cielo come un’aquila”.
Civitavecchia – I funerali di Alberto Motta
Tanta commozione e partecipazione ai funerali del 29enne operaio morto sul lavoro alla banchina 25 del porto.
Civitavecchia – I funerali di Alberto Motta
“Una città intera si unisce in un dolore profondo, ma questo evento non cancellerà il sorriso contagioso di un giovane uomo”. È stata la messa del vescovo Gianrico Ruzza alla chiesa della Cattedrale a fare da cornice all’ultimo commosso saluto ad Alberto Motta, il giovane portuale deceduto in un incidente sul lavoro alla banchina 25 lo scorso 10 febbraio.
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Sulla sua morte c’è un’indagine in corso. Tantissima gente ha voluto essere presente, gli amici, i colleghi, i tifosi del Civitavecchia Calcio, quelli della gradinata popolare di cui lui faceva parte. Ovviamente la famiglia, addolorata per la drammatica perdita.
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Alberto era anche un grande tifoso della Lazio: “Hai amato tanto una squadra che ha il simbolo dell’aquila che vola in alto – ha detto il vescovo Ruzza – ora vola anche tu in cielo”. Fuori dalla chiesa i cori dei supporters nerazzurri, le canzoni che lui amava, “Non sarà un’avventura” di Lucio Battisti e l’inno della squadra biancoceleste.
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Hanno preso parte alle esequie anche le istituzioni, il sindaco Ernesto Tedesco e il presidente dell’autorità di sistema portuale Pino Musolino.