Riceviamo e pubblichiamo – Una “Notte in bianco” quella ultima trascorsa a Viterbo.
Rumore assordante e superficialità, una città svuotata ed effimera dove gli amministratori si aggiravano a raccogliere fotografie da sfoggiare nella bacheca dei successi personali, tra modelle e calici. Poche le famiglie. Assenti gli eventi culturali se si esclude l’iniziativa a piazza San Carluccio dedicata a Rosa Balistreri curata dall’associazione culturale dei siciliani a Viterbo (ospiti “tollerati” peraltro di Ludika, sempre meno evento, sempre più fiera della banalità).
Una occasione come quella della “Notte Bianca” dovrebbe essere occasione e vetrina, un laboratorio originale e inclusivo della capacità della città di produrre cultura e intrattenimento intelligente.
Quella della scorsa notte è stata l’ennesima dimostrazione che Viterbo è una città senza consapevolezza del proprio ruolo nel territorio, senza una regia e una prospettiva di valorizzazione. Una “periferia culturale”, piazze e vie storiche ridotte a un parcheggio incontrollato davanti all’ennesimo locale dove prendere una birra. Intanto nelle fiere nazionali e internazionali la città è assente; nel bilancio previsionale per i prossimi 3 anni la spesa prevista per la promozione nelle borse turistiche è di circa dieci mila euro.
I beni culturali sono abbandonati e dimenticati (Ferento e Castel D’Asso sono ricettacoli di sterco); gli stessi eventi organizzati nel centro storico non ne valorizzano le peculiarità: quinte e allestimenti grossolani nascondono scorci e vedute. Cavi elettrici e luci esagerate impediscono ai visitatori di comprendere il valore dei luoghi.
Non si tratta di una questione estetica: si tratta di comprendere come e dove investire per dare occasione di sviluppo e di lavoro per i giovani di Viterbo, per produrre valore positivo dalle risorse reali. Come valorizzare – ad esempio – il patrimonio immobiliare e sostenere il commercio al dettaglio e di prossimità.
Un amministratore incapace di comprendere questo arreca danni importanti al futuro di una città come Viterbo e la cosa che sconcerta è che molti viterbesi sembra che non se ne rendano conto. A quando il risveglio delle coscienze?
Umberto Cinalli
Sinistra Ecologia Libertà Viterbo
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