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Lettere al direttore - Marcosano scrive entusiasta

Orgoglioso di essere viterbese grazie a Caffeina

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Andrea Marcosano

Il consigliere Andrea Marcosano

Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

ho letto con piacere le sue considerazioni relative all’effervesceza degli ultimi anni dell’estate viterbese. Condivido pienamente il suo pensiero.

Che Viterbo non è più la stessa di quindici anni fa è evidente a tutti, soprattutto a chi manca dalla città da qualche tempo. La scorsa settimana ho avuto il piacere di rivedere un vecchio amico d’infanzia tornato a Viterbo dopo quasi venti anni dal suo trasferimento in Brasile.

Dopo aver consumato una cena con le rispettive famiglie, il mio amico ha accettato con piacere l’invito a fare una passeggiata in centro approfittando dell’occasione per mostrare alla moglie brasiliana le bellezze della nostra città.

Dopo aver parcheggiato le macchine al Sacrario ci siamo incamminati verso il centro. Già da via Ascenzi salendo per Piazza del Comune molte erano le persone che animavano la strada. Da qui la prima esclamazione del mio amico: “Andre’ e tutta ‘sta gente in giro…”? Non rispondo e lo invito a proseguire verso il quartiere medioevale. Via San Lorenzo, piazza del Gesù, piazza S. Lorenzo e piazza della Morte gremite di persone. Giovani, meno giovani ed intere famiglie a passeggio.

Chi per seguire un concerto del Tuscia Operafestival, chi per gli intrattenimenti di Caffeina. Scrutavo senza darlo a vedere l’espressione del mio amico che a dir poco appariva sorpresa, incredula nel vedere tanta gente a “spasso” in un anonimo venerdì di luglio.

Ci sediamo ai tavoli all’aperto di un bar, è lì che il mio amico mi chiede con accento viterbese che evidentemente non ha mai perduto: “Andre’, ma che javete fatto a ‘sta città? Vent’anni fa noi giovani dovevamo aspettare le sagre del vino dei paesi vicini per poter trascorrere serate diverse dal solito muretto, scopro con piacere una Viterbo totalmente diversa, vivace, partecipata vogliosa di conquistarsi la meritata icona di città d’arte e di cultura”.

Gli rispondo inorgoglito che in effetti è terminata da anni l’epoca del coprifuoco delle 20 in coincidenza della chiusura dei negozi del centro ed il rientro nelle caserme dei militari. Quella città che doveva aspettare il tre settembre per animarsi un po’. Oggi Viterbo gode di una vivacità 365 giorni l’anno e nel periodo estivo fino alla fine di ottobre sono molteplici le iniziative culturali animano la citta’:  Tuscia Operafestival Medioera, la rassegna di Ferento, Caffeina e tanto altro.

Incassati i ringraziamenti del mio amico per la magnifica serata trascorsa nel centro della sua “nuova” Viterbo, rientro a casa con la famiglia anche io soddisfatto per la bella passeggiata ed orgoglioso di essere viterbese.

Andrea Marcosano


 

 

Gentile direttore,

ho appena letto il suo pezzo sul Caffeina e concordo pienamente con lei, a parte il giudizio sul Fatto Quotidiano che lei non ama e che io invece ritengo l’unico giornale italiano, almeno parzialmente, libero da vincoli politici.

Però mi sono fatto una convinzione, mi sono fatto persuaso, come direbbe Montalbano, che questa è stata l’ultima edizione di Caffeina o almeno l’ultima con personaggi di questo spessore.

Pur non essendo viterbese di nascita e di stirpe, ho quasi sempre vissuto qui e ormai conosco il modo di ragionare di chi governa questa città. Bisogna cambiare il meno possibile, bisogna mantenere tutto come è. Soprattutto per quello che riguarda la cultura, ammesso che i nostri amministratori siano in grado di comprendere il significato di questa parola

Soprattutto per quello che riguarda il centro storico, nulla deve cambiare.

Basta vedere quante volte si è tentato di chiudere l’accesso alle vetture e quante volte si è stati costretti a fare marcia indietro, dalle minacce e dai ricatti di 4 commercianti, che però evidentemente hanno delle valide armi per poter piegare l’amministrazione ai loro voleri.

Personalmente mi vergogno del fatto che nel nostro centro debbano circolare vetture, scooter, motorini e che non si riesca a viverlo come meriterebbe. Mi vergogno a tal punto che evito di portarci i miei amici che non vivono in questa città e che qualche volta mi vengono a fare visita. Se dipendesse da me chiuderei l’accesso a tutti i veicoli, tranne quelli del trasporto pubblico, a tutto il centro di Viterbo, da Porta Romana a Porta Fiorentina, costringendo i cittadini a parcheggiare fuori le mura e ad utilizzare il Tpl. Ma mi rendo conto che è un’utopia, soprattutto con questi amministratori.

Ma torniamo a Caffeina, spero di sbagliarmi ma sono pronto a scommetere che non ci saranno più repliche a questa manifestazione, magari ci risentiamo il prossimo anno, con la speranza di aver perso la scommessa.

Marco Milani



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20 luglio, 2011

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